LUCA LUNARDON “Entrata di sicurezza “

IV di Pasqua

Esisitono alcune porte in grado di cambiare la nostra vita e il nostro modo di vedere. Pensiamo alle porte di un ospedale e di alcuni reparti in particolare. Alcune porte sono in grado di cambiare la nostra vita e il nostro modo di vedereO alle porte di un carcere, di un aeroporto, di un parco divertimenti, di un ristorante, della casa di persone care: tante soglie che ci portano in una realtà diversa. Con nuovi ambienti, colori, odori, linguaggi…

L’immagine della porta oggi descrive anche la vita nuova in Gesù. In tanti lo scorso anno abbiamo attraversato le porte sante del Giubileo della Misericordia desiderando proprio che la nostra vita cambiasse prospettiva, lasciando alle spalle ciò che ci appesantiva e chiedendo al Signore di accompagnarci in un cammino nuovo.

In questa domenica la liturgia ci ricorda che la porta di questa vita nuova è Gesù stesso. Solo lui può farci entrare nella salvezza, ed è bello ascoltare nel Vangelo cheGesù è la porta che ci viene incontro e ci fa entrare nella vita nuova Gesù non è la porta di un recinto, ma la porta delle pecore. Di fronte a questa porta, che non è una biglietteria o un casello autostradale, non ci chiediamo quanto dobbiamo pagare per entrare, ma ci meravigliamo perché lui ci viene incontro e ci introduce alla comunione con Dio e gli altri.

Gesù non vuole che apparteniamo a lui per recintarci, per rinchiuderci, ma per educarci a vivere pienamente la nostra libertà; senza lasciarci ingannare dai falsi pastori Non siamo numeri, pedine o ingranaggi recintati ma persone che imparano a vivere nella libertàche si presentano come salvatori e si rivelano sfruttatori. Gesù si prende cura di noi non per obbligo, per contratto, ma per amore. Con lui non siamo dei numeri, delle pedine o degli ingranaggi, ma persone chiamate per nome, conosciute nel profondo una ad una.

Attraversare la porta che è Gesù non è facile. Ci chiede di sperimentare ciò che ha affrontato lui per aprirla, ci chiede il coraggio di avere i suoi stessi sentimenti, il suo stesso modo di guardare e di donare la vita per il mondo e gli altri. Ci chiede di diventare noi stessi porta per annunciare la salvezza agli altri, sospinti dallo Spirito, come ci ricorda il Papa nel messaggio per la 54a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che celebriamo oggi.

A pensarci bene siamo già entrati in questa trasformazione, con il nostro Battesimo, a partire dal quale siamo rinati e uniti a Gesù. Nel Battesimo abbiamo cominciato ad entrare nella porta della vita nuovaAnche quella è stata una porta della salvezza e della vita nuova, e nessun falso pastore potrà strapparcela. Ad essa guardiamo con fiducia ogni volta che ci allontaniamo da Dio, certi che possiamo sempre rientrare ed essere nuovamente accolti.

A volte vorremmo un’uscita di sicurezza per scappare da soli da ciò che ci spaventa o ci sembra superiore alle nostre forze. Chiediamo il coraggio, invece, di riscoprire che Gesù è la nostra porta, un’entrata di sicurezza che ci permette di affrontare la nostra vita in modo nuovo, sentendoci continuamente accompagnati, difesi e custoditi dall’unico e autentico Pastore.