don Roberto Seregni

don Roberto Seregni”Il deserto fiorirà “

Il deserto fiorirà – Matteo 14,13-21

XVIII domenica del tempo ordinario

In quel tempo, quando udì della morte di Giovanni Battista, Gesù partì su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città. Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. Ma Gesù rispose: “Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare”. Gli risposero: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci! ”. Ed egli disse: “Portatemeli qua”. E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Ho letto e commentato questo brano centinaia di volte, ma oggi un piccolo dettaglio ha attirato la mia attenzione. I discepoli condividono con Gesú la loro preoccupazione per la gente: sono in una zona desertica e si avvicina l’ora del tramonto. Ma il maestro, dopo aver invitato i discepoli a dar loro da mangiare, dice che li facciano sedere sull’erba. Ecco, proprio questo è il dettaglio che ha attirato la mia attenzione: sono nel deserto e Gesú dice di farli sedere sull’erba? Come è possibile?
Da sette anni vivo a Lima, una delle due cittá piú grandi al mondo costruite in un deserto, e posso affermare con certezza che di erba nel deserto non c’è nemmeno l’ombra.
Cosa ci vuol dire l’evangelista? Qual é la sua intenzione?

Al centro della scena evangelica ci sono le mani di Gesú che prendono, benedicono, spezzano e donano. I verbi scelti da Matteo sono gli stessi della cena del Signore. Sono i verbi che indicano la circolarità dell’amore, l’apertura alla condivisione e al dono. Gesú fa Eucaristia: riceve, benedice, spezza e condivide. Ecco: proprio qui sta la risposta al nostro interrogativo. Il deserto si trasforma in un giardino ogni volta che facciamo eucarestia. Ogni volta che riceviamo con umiltá, ogni volta che benediciamo e condividiamo il dono della vita stiamo facendo fiorire il deserto in noi e attorno a noi.
Ed è bello sottolineare che nel testo non compare mai il verbo “moltiplicare”. Gesú non compie un gesto magico per riempire le ceste dei discepoli con pagnotte croccanti e un fritto misto dorato e succulento. Il maestro non cerca la spettacolaritá. Il vero miracolo è la condivisione, è il pane spezzato che sazia la fame di chi ascolta la Parola, è la logica nuova dell’amore e della fraternità che libera dalla schiavitù del possesso e dall’ansia della conquista.

Coraggio cari amici, cerchiamo di far fiorire i nostri deserti, facciamo eucarestia con i nostri pani e i nostri pesciolini, impariamo dalle mani di Gesú l’arte della condivisione.

Uniti nella preghiera
Don Roberto
Fonte:https://sullatuaparola.wordpress.com/

Se nel mese di agosto vuoi leggere qualcosa per nutrire lo spirito, mi permetto di consigliarti il mio libro: “A mani vuote, l’alfabeto della preghiera”, edito con Ancora. È un libro piccino, da leggere e da sperimentare. È disponibile anche in formato e-book.

Don Roberto

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