#PANEQUOTIDIANO, «TENETEVI PRONTI»

La Liturgia di Giovedi 26 Agosto 2021 Commento:VANGELO (Mt 24,42-51) Commento:+ Rev. D. Albert TAULÉ i Viñas (Barcelona, Spagna)



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il
padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».
Parola del Signore

«Tenetevi pronti»+ Rev. D. Albert TAULÉ i Viñas (Barcelona, Spagna)


Oggi, il testo evangelico ci parla dell’incertezza del momento in cui verrà il Signore: «non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà» (Mt 24,42). Se vogliamo che ci trovi svegli al momento del suo arrivo, non possiamo distrarci ne addormentarci: bisogna essere sempre preparati. Gesù ci da molti esempi di questa attenzione: quello che vigila caso mai venisse un ladro, il servo che vuole compiacere il padrone… Forse oggi ci parlerebbe di un portiere di calcio che non sa ne quando ne come gli arriverà il pallone…
Ma, forse, dovremmo prima chiarire di quale venuta ci si parla. Si tratta dell’ora della morte?; si tratta della fine del mondo? Certamente, sono venute del Signore che Lui ha lasciato volutamente nell´incertezza per suscitare in noi un’ attenzione costante. Ma, facendo un calcolo di probabilità, forse nessuno della nostra generazione sarà testimone di un cataclisma universale che metta fine all’esistenza della vita umana in questo pianeta. E, su quello che riguarda la morte, questa solamente succederà una volta e basta. Mentre ciò non accade, non ci sarà nessun’ altra venuta più vicina di fronte alla quale converrà essere sempre preparati?
«Come passano gli anni! I mesi si riducono a settimane, le settimane a giorni, i giorni a ore e le ore a secondi…» (San Francesco di Sales). Ogni giorno, ogni ora, in ogni istante il Signore è vicino alla nostra vita. Attraverso le ispirazioni interne, attraverso le persone che ci circondano, i fatti che vanno succedendosi, il Signore bussa alla nostra porta e, come dice l’Apocalissi: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20). Oggi, se facciamo la comunione, questo accadrà un’ altra volta. Oggi, se ascoltiamo pazientemente i problemi che altri ci affidano o diamo generosamente i nostri soldi per aiutare in una necessità, ciò tornerà a succedere. Oggi, se nella nostra preghiera personale riceviamo —improvvisamente— un’ispirazione inattesa, ciò tornerà ad accadere.

Paolo CurtazLa vita di fede è “già” e “non ancora”, sperimentiamo la vicinanza di Dio, la sua intimità e, in alcuni momenti, la sua disperante assenza. Durante i momenti più significativi e forti della vita di Gesù, dalla sua nascita, alla Trasfigurazione, alla preghiera del Getsemani, l’ombra del sonno che attanaglia i cuori degli apostoli, è sempre presente. Sonno che è intontimento, stordimento, ottundimento, l’esperienza di vivere una vita talmente presa dalle cose da fare e stanca, da diventare incapace di scorgere il senso profondo delle cose. Restiamo svegli, allora, meditando la Parola, partecipando ad una vita comunitaria che ci scuota, ci incoraggi, ci sostenga. Che il nostro cuore ancora e sempre aspetti, speri, vegli.