sr Mary Ellen Green, OP Commento II domenica di Avvento

II domenica di Avvento – sr Mary Ellen Green, OP
Isaia 11,1-10


Promesse, promesse, promesse! La visione di Isaia del regno della pace è una vera e propria litania di promesse. Cose impossibili accadranno a coloro che sono fedeli, a coloro che credono. Cosa dobbiamo fare di queste promesse gloriose quando i nostri fratelli e sorelle sono impantanati in sofferenze che sfidano l’immaginazione di quelli tra noi che vivono al sicuro, di quelli tra noi che hanno cibo e bevande in abbondanza, più che a sufficienza, di quelli tra noi che dormono in letti caldi e morbidi ogni notte, confortati dalla quiete?
Possiamo abbandonare gli stereotipi di umani e animali che hanno sempre vissuto come nemici?
Immaginate un lupo e un agnello, un leopardo e un capretto, un vitello e un giovane leone, una mucca e un orso. Immaginate questi nemici tradizionali che si divertono, non solo si tollerano, ma si godono la reciproca compagnia.
Riuscite a vedere un bambino, un piccolo bambino innocente che cammina in mezzo a queste bestie, che le accarezza, che parla con loro, che si diletta con loro senza alcuna paura o timore?
Questo regno di pace promesso dal profeta Isaia è il Regno di giustizia. “Se vuoi la pace, lavora per la giustizia”. Questa era la semplice ma profonda dichiarazione di Papa Paolo VI nel suo messaggio per la celebrazione della Giornata della Pace nel 1972. Oggi vale ancora di più.
Da dove cominciamo a lavorare per la giustizia? Cominciamo dentro di noi, ognuno di noi. Riusciamo a dare un nome e denunciare le bestie selvagge che abbiamo nel cuore: invidia, violenza, rabbia, vendetta? D’altra parte, non c’è solo questo in noi, così come non ci sono solo bestie selvagge a dominare la nostra terra. Nel nucleo più profondo di ciò che siamo ci sono anche cose belle: la compassione, la generosità, l’amore, la gratitudine. Sono tutte insieme in ogni essere umano. Come vanno d’accordo tra loro? Si godono veramente la compagnia l’uno dell’altro? Questo dipende dalla presenza di quel bambino innocente, il Cristo, che invitiamo nel nostro mondo interiore a camminare tra le creature che si contendono la nostra attenzione.
Ognuno di noi è un microcosmo del pianeta che abitiamo. Ognuno di noi detiene il potere di creare o distruggere, di escludere o invitare. Ognuno di noi è chiamato a lavorare per una giustizia che faccia nascere la pace.
Possiamo dedicare questo periodo di Avvento a restaurare entrambi i regni, quello interiore e quello esteriore? Possiamo vivere il nostro posto nella famiglia di Dio?


Sr. Mary Ellen Green OP
Suore Domenicane di Sinsinawa, Wisconsin (USA)