Wilma Chasseur “VIA CON L’AVVENTO”

II Domenica di Avvento (Anno A)  (04/12/2022)

Vangelo: Mt 3,1-12 

Domenica scorsa abbiamo dunque dato il via! Quale via? Via col vento? No!!! “VIA con l’AVVENTO” (don Roberto Fiscer). E siamo ripartiti un’altra volta al seguito del maestro dell’Avvento, cioè Giovanni Battista, messaggero di salvezza che è una “Voce di uno che grida nel deserto”.
Profeta dell’Altissimo per eccellenza perché, se gli altri profeti annunciavano Colui che doveva venire, il Battista fu testimone della sua venuta. Lo vide e lo indicò come Colui al quale non era degno di sciogliere nemmeno il legaccio dei sandali.
Giovanni Battista è stato grande nell’umiltà: ha detto che il Salvatore, cioè il Messia che doveva venire, era Gesù e non ha rivendicato quel titolo per sé stesso quando gli era già stato attribuito. Di sé stesso ha detto che era solo la voce che indicava il vero Maestro e ha invitato i suoi discepoli a seguire Gesù, non lui. Li ha esortati a scegliere l’unico Maestro. L’unico che è venuto a rivelarci lo straordinario destino di gloria che ci aspetta, e ha riscattato così la nostra vita dal non-senso e dalla banalità di un vivere quotidiano grigio e piatto, elevandola ben al di sopra di quanto il nostro cuore potesse sperare!

Il grande problema
Perché il grande problema dell’uomo di tutti i tempi, come diceva un commentatore, non è quello del vivere, ma quello di dare un senso alla propria vita e di percepire la dimensione spirituale ed eterna del proprio andare e del proprio esistere. “Noi di tanto in tanto sperimentiamo di essere eterni” diceva già Seneca nel primo secolo avanti Cristo. In certi momenti ne abbiamo l’impressione fugace, ma avvertiamo il bisogno di sentirlo in modo costante perché noi, a differenza degli animali, non abbiamo solo il problema del vivere, ma di sapere perché e per chi viviamo. La nostra vita ha senso se la impostiamo come l’incontro con Qualcuno, e qualcuno che viene, anzi è già presente.
Giovanni Battista è come un dito puntato che ci indica questo Qualcuno; per questo può dire: “Preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”. E battezzando nel deserto predica un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.

La grande impresa
Conversione: ecco la grande impresa che ogni uomo e ogni donna deve intraprendere nella sua vita, e portare a compimento! Tutte le altre, le può anche fallire, ma questa no, perché altrimenti fallisce il suo destino eterno. E questa impresa può essere riassunta in quattro parole molto semplici: scegliere il bene e rinunciare al male. E NON TEMPOREGGIARE! “Davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo”. Viviamo in una società che non sa più cosa sia il bene e cosa sia il male. Se è sempre stata opera ardua, scegliere il bene e rinunciare al male, prima, perlomeno, si sapeva cosa fosse il bene e cosa il male. Mentre ora si sta stravolgendo tutto; si spaccia per oro colato ciò che è spazzatura e lo si chiama pluralismo etico: pare infatti che, in virtù di chissà quale progresso, tradire rubare, mentire ecc. non sia più un male, ma un bene di cui vantarsi dimostrando così di essere furbi e in gamba! Dobbiamo recuperare la sacrosanta volontà di seguire la legge del Signore e non di farcene una a proprio uso e consumo affinché quando” cielo e terra passeranno”, possiamo essere trovati “senza macchia, integri e irreprensibili davanti a Dio”.

WILMA CHASSEUR

Fonte:https://www.qumran2.net/