Derno Giorgetti “LA FEDE È RISPOSTA PERSONALE FATTA NELLA LIBERTÀ”

III Domenica di Avvento (Anno A) – Gaudete (11/12/2022)

Vangelo: Mt 11,2-11

Dal tema “Giovanni senza Gesù” di domenica scorsa, passiamo a “Gesù senza Giovanni”.

Matteo svolge il rapporto Battista-Gesù in tre tappe.

Dal versetto 4,12 il lettore sa che Giovanni si trova nel carcere di Macheronte, di là dal fiume, lontano da Gesù, ma il “perché” lo troviamo in 14,1-12. Oggi è Gesù che ci parla di Giovanni rispondendo alla delegazione del Battista. Ecco la domanda: “Sei tu il veniente?”, cioè: sei tu il Messia, sì o no? Dal carcere il Battista non può vedere quello che Gesù sta facendo. Manda perciò un’ambasciata perché aveva udito parlare delle opere – e anche la predicazione – del Cristo. Come già visto, Giovanni si aspettava che Gesù realizzasse la sua missione un tantino diversamente.

I giudei si immaginavano il Messia almeno in dieci modi diversi. Quando venne, Gesù dimostrò di essere il Messia, però a suo modo. Per esempio: Giovanni sperava che Gesù risolvesse il problema “peccato”, subito, con un giudizio definitivo. Gesù non risponde né ‘no’ e né ‘sì’. La fede è sempre una risposta personale, fatta nella massima libertà. Si tratta di un cammino, e così fa anche Matteo: dobbiamo arrivare ancora a 16,16, la confessione di Pietro, poi fino alla cima, la domanda di Caifa nel processo: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo” (26,63).

Rispondendo a Giovanni, Gesù cita vari testi di Isaia dove si parla di cinque miracoli già fatti da Cristo nel capitolo 9. Culmine di tutto: “I poveri sono evangelizzati”. Infine Gesù proclama ‘beati’ coloro che lo accettano così come egli è, punto. Molti non lo accettarono perché questo Gesù non corrispondeva ai loro gusti e alla loro immaginazione. Il Battista capì? Non sappiamo.

Poi Gesù si rivolge alle folle tessendo le lodi di Giovanni. Sembra che dica loro: voi siete andati nel deserto “a vedere” Giovanni, non a vedere uno spettacolo. Egli è il messaggero – oppure, l’angelo – inviato “davanti il tuo volto”. Si cita Es 23,20. Il versetto 11 viene comunemente letto in questo modo: dal punto di vista umano, durante la prima economia, cioè l’Antico Testamento, “Non è sorto alcuno più grande di Giovanni”, ma nell’economia della grazia, quella del Nuovo Testamento, “il più piccolo… è più grande di lui”.

Sono possibili anche altre interpretazioni, perché la fede è un mistero. L’esperienza mi insegna che senza la tradizione, la sacra scrittura, il magistero e la devozione a Maria Immacolata, è facilissimo andare fuori strada.

Fonte:https://www.corrierecesenate.it/