P. Gaetano Piccolo S.J. Commento

IV Domenica di Avvento (Anno A)  (18/12/2022)

Vangelo: Mt 1,18-24

«Eri ancora portato nelle braccia materne

e già eri riconosciuto come Dio dell’universo.

Tu piccolo bambino della stirpe d’Israele

e insieme Dio con noi, l’Emmanuele»,

Sant’Agostino, Discorso 369, 1

Una realtà complessa

La realtà è complessa e a tratti persino incomprensibile. Ce ne accorgiamo soprattutto quando ci troviamo davanti alla necessità di prendere delle decisioni e ci rendiamo conto che ci mancano dei pezzi. Le cose spesso non sono del tutto chiare, vorremmo un po’ di luce per vedere meglio. A volte poi è difficile persino capire dove sia Dio, perché non sempre quello che appare buono lo è veramente.

Decisione e dubbio

Al cuore della storia della salvezza c’è proprio una decisione da prendere, in un contesto complicato, dove ci sono molti elementi da tener presenti: nell’icona della natività di Rublev, Giuseppe è rappresentato come un uomo seduto in una posa riflessiva; davanti a lui sta il Tentatore sotto le sembianze di un pastore che cerca di indurre il dubbio. È l’immagine di ognuno di noi davanti alle decisioni significative della vita. Giuseppe è un uomo giusto, ma basta questo per decidere? Basta la giustizia come unico criterio? Nella vicenda che Giuseppe ha davanti ci sono diversi elementi: ci sono dei fatti e ci sono delle norme sociali, ma ci sono anche delle persone, degli affetti e c’è una promessa che va al di là di lui.

Giustizia e misericordia

La legge di per sé parla chiaro: una donna non sposata trovata incinta prima del matrimonio deve essere ripudiata pubblicamente. Di conseguenza, la donna era esposta non solo a una grande umiliazione, ma si ritrovava in una situazione di emarginazione e di pericolo. Ci potevano essere delle attenuanti, in base alle quali la donna poteva essere licenziata in segreto davanti a due testimoni. Giuseppe, che è non solo giusto, ma anche misericordioso, sta pensando appunto di attenuare le conseguenze della sua scelta nei confronti di Maria.

Un cammino di discernimento

Ma il cammino della decisione è sempre un percorso che va dal buio alla luce. Giuseppe stava considerando tutte queste cose nel suo cuore: Giuseppe è anche un uomo di discernimento. Non si ferma a quello che dice la legge, ma prende in considerazione tutti gli altri elementi in gioco. Nel sogno avviene un dialogo con Dio, un dialogo che è un’immagine eloquente di quello che avviene in ogni autentico percorso di discernimento spirituale. Il sonno è il momento in cui le nostre difese sono più abbassate, l’immagine di quei momenti in cui riusciamo a mettere da parte le nostre resistenze. E il sogno da sempre anche l’immagine del profondo, là dove Dio ci raggiunge e ci parla. Quel percorso di discernimento è cominciato nel buio, ma pian piano quelle tenebre si diradano: nella preghiera, Giuseppe si sente rassicurato probabilmente circa la sua relazione con Maria (non temere di prendere con te Maria, tua sposa); si ricorda che c’è una promessa antica di otto secoli che è stata fatta al suo popolo, la sua vicenda si inserisce in una storia più grande; Giuseppe prende consapevolezza della sua responsabilità (lo chiamerai Gesù). La legge dunque da sola non basta. E solo interrogandosi onestamente su tutto quello che è implicato in quella decisione, si fa luce!

Passi concreti

Ma Giuseppe non è solo un uomo che sogna e riflette, è anche un uomo che decide e trasforma le sue considerazioni in passi concreti. A volte invece assistiamo a discernimenti senza fine, in cui si continua a riflettere, guardare, considerare, senza arrivare mai a prendere una decisione. La decisione infatti implica la volontà e il coraggio di compromettersi. Giuseppe agisce prendendo con sé Maria: collabora con le sue scelte concrete alla realizzazione del disegno di salvezza di Dio. Le nostre decisioni infatti non sono mai un affare soltanto nostro, ma coinvolgono sempre anche altri.

Nell’abbraccio di Dio

In questo cammino di discernimento, Giuseppe non si sente solo, perché Dio si è rivelato a lui come l’Emmanuele, Dio che cammina con noi. Questa immagine di Dio accompagnerà tutto il Vangelo di Matteo fino alla fine. Salendo al cielo, Gesù ricorda ai discepoli quella promessa: sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28,20) sono l’Emmanuele! Anche noi perciò nelle nostre decisioni non siamo mai soli: anche nel buio siamo comunque sempre dentro questo grande abbraccio di Dio, che non ci lascia mai.

Leggersi dentro

– Riesci a riconoscere la presenza di Dio nella complessità della storia?

– Nel tuo modo di prendere decisioni sei legalista, superficiale o sai tenere insieme i diversi elementi in gioco?

P. Gaetano Piccolo S.I.

Compagnia di Gesù (Societas Iesu)

Fonte:http://www.clerus.va/