Derno Giorgetti “NELLA PREGHIERA BRILLA IL RAGGIO DELLO SPIRITO SANTO”

IV Domenica di Avvento (Anno A)  (18/12/2022)

Vangelo: Mt 1,18-24

Abbiamo ascoltato Giovanni Battista, presente anche nel kerigma (At 10,37). In questa domenica entra in scena Giuseppe. Il Vangelo di Matteo inizia con la genealogia di “Gesù Messia, figlio di David, figlio di Abraam” (1,1).

Al versetto 18 si parla dell’origine di Gesù Messia, poi tutta l’attenzione si fissa su Giuseppe e sulla sua promessa sposa, rimasta incinta prima delle nozze. Ci troviamo di fronte a una tragedia, e l’ombra della morte aleggia dai testi sacri di Dt 22, 13-29. Già in 1,16 si parla di “Maria dalla quale fu generato Gesù”, ma solo dal versetto 18 sappiamo che Maria – prima di vivere da sposata con Giuseppe – “si trovò incinta per opera dello Spirito Santo”.

Giuseppe ignora ancora tutto questo e il dramma bussa violentemente alle porta di questo credente. Non sa darsi pace, tutto gli sembra incomprensibile. Eppure i fatti sono fatti e gli vien da dire: “Perché proprio a me”. “Giuseppe suo sposo”, “uomo giusto”: non vuol dire semplicemente un buon uomo, una persona onesta, ma di più: vuol dire che pensava e attuava conforme alla Torà. Quindi Giuseppe, ammettendo che Maria fosse stata violata, doveva divorziare dalla sua sposa e darle il ripudio pubblicamente.

Ma avvenne un altro colpo di scena: Dio stesso interviene con una rivelazione, con un “sogno”. Giuseppe “mentre stava considerando queste cose”, cioè, “pensò” e stava per decidere. L’intervento divino permette a Giuseppe di salvare madre (Maria) e bambino (Gesù) e, nello stesso tempo, rispettare la Torà. Il Figlio obbediente di Dio libererà il popolo dai suoi peccati. “Chi è generato in lei” (in Maria), è opera esclusiva dello Spirito Santo. Matteo vede in tutto ciò il compimento di Is 7,14.

Il termine “vergine” procede dalla traduzione greca, ma neppure si esclude la sua presenza nell’originale ebraico. “Lo chiameranno Emmanuel”: la fede di molti vede in questo bimbo il “Dio con noi”. Come Dio fu fedele in un determinato momento storico, adesso la Parola di Dio viene applicata a Gesù e alla delicata situazione di Giuseppe. Egli obbedisce. Di lui possiamo dire: “Beato l’uomo che… si compiace della legge del Signore. Sarà un albero piantato lungo corsi d’acqua” (Salmo 1,1-3).

Anche i consigli che dà la Chiesa ai fidanzati, non sono poi così tanto fuori moda, sono per il bene di tutti. Nella vita ci troviamo di fronte a situazioni incresciose, dai risvolti drammatici. Nella preghiera, nell’umile richiesta di un consiglio, secondo i tempi di Dio, brillerà un raggio di Spirito Santo.

Fonte:https://www.corrierecesenate.it/