Alessandro Cortesi Commento Maria Ss. Madre di Dio – anno A

Num 6,22-27; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21 🏠

“Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia”. La benedizione è l’attitudine fondamentale a cui le parole di Giacobbe richiamano. Benedire è dire il bene come apertura al bene che solo proviene da Dio il Signore sorgente della vita e di ogni bene. E’ richiesta di dono che faccia risplendere la luce, segno della vota stessa di Dio. Ed è una riflessione che coinvolge il volto umano e lo rende ricco di grazia, capace di trasmettere la gratuità di un amore che rende graziosi.

“quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli 

Paolo indica nella vicenda di Gesù un evento che segna il tempo e ne manifesta il compimento. Nato da donna, nato sotto la legge sono due connotazioni sintetiche del partecipare pieno di Gesù alla vicenda umana, da donna, e dell’inserimento in una storia di un popolo che nella legge riconosce il dono di una relazione e di una promessa, nato sotto la legge. Questa pienezza è anche nuovo inizio di un tempo dai tratti inediti. La venuta del Figlio è dono che nella fede apre ad essere figli. Paolo esprimerà questo alludendo al passaggio dalla schiavitù alla libertà: “non sei più schiavo, ma figlio, e se figlio, sei anche erede per grazia di Dio” (Gal 4,7). E’ la libertà la condizione di chi in Cristo ha scoperto una relazione che non viene meno e che rende figli amati.

“Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto”. Tre diverse attitudini sono presentate da Luca nel suo narrare dell’infanzia di Gesù: c’è chi ascolta e vive lo stupore di fronte ad un annuncio nuovo. C’è chi tiene nel cuore, come Maria, vivendo l’attitudine della ricerca e dell’interrogarsi, c’è chi si apre alla lode di Dio come i pastori.

Sono tre modi diversi di accogliere un incontro che segna la vita: nessuna è esclusiva e forse sono così indicate d Luca per dire che nella via personale e in contesti diversi sono diversi i modi in cui l’incontro con Gesù viene vissuto e strade diverse si aprono in rapporto a lui. E’ forse indicazione del valore e preziosità di una pluralità di esperienze, di strade, di modalità di rapporto.        

In fondo scoprire il proprio essere figlie e figli nel Figlio è esperienza irripetibile, unica originale ed apre ad una creatività da scoprire nei giorni della vita che possono essere nonostante ogni difficoltà e contraddizione luogo in cui riflettere una luce che non viene da noi e farsi partecipi di una corrente di benedizione.

Alessandro Cortesi op

Fonte:https://alessandrocortesi2012.wordpress.com/