ALBERTO RAVAGNANI “Liberi di vedere Dio come i bambini”

II Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)  (15/01/2023)

Vangelo: Gv 1,29-34

«Beati i puri di cuore — diceva Gesù — perché vedranno Dio». Come i bambini, in fondo: loro sì che sanno vedere Dio. Sanno vedere anche molte altre cose, in realtà: un quadrifoglio in mezzo al prato, la forma di un dinosauro tra le nuvole, una coccinella sul marciapiede mentre corrono per andare a scuola trascinati dalla mamma. I bambini riescono a vedere ciò che a noi adulti sfugge. Sono curiosi, sanno sorprendersi, danno valore ai dettagli. Sono puri di cuore, appunto.

Anche Giovanni Battista era puro di cuore e, in un certo senso, anche un po’ bambino. Non appena vede Gesù non riesce a tenerselo per sé, ma deve esclamare a gran voce «Ecco l’agnello di Dio!», puntando il dito verso di lui. E poi ci tiene a far presente che l’aveva già detto: «Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me». Infine lo ribadisce più volte, perché evidentemente ci tiene moltissimo: «Io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Giovanni Battista, come i bambini, è disarmante. Riesce a dare un valore immenso alla sua esperienza. Vede, riconosce, lo dice a tutti, lo ripete. Non si perde in mille scrupoli da adulti, non frena la lingua per l’imbarazzo, non trattiene per sé l’entusiasmo dopo aver visto Gesù. E questa è una grande lezione di fede per tutti noi: davanti a Gesù si deve stare come i piccoli. Un cuore da bambino ci permette di riconoscere il Figlio di Dio quando siamo di corsa tra i nostri impegni da adulti. La semplicità dei bambini ci permette di soffermarci anche solo per un attimo a godere della sua presenza. Il loro entusiasmo ci permette di condividere questa gioia con gli altri. La loro caparbietà ci permette di non tradire la nostra esperienza personale di fronte alle prese in giro e agli attacchi degli altri.

C’è un problema, però. Non è detto che crescendo siamo riusciti a conservare dentro di noi ciò che da piccoli ci rendeva così speciali. Anzi, più diventiamo adulti e più rischiamo di allontanarci dalla semplicità, dall’entusiasmo e dalla purezza di cuore di quando eravamo bambini. E questo è un problema anche in ordine alla fede. Tuttavia, proprio la fede può diventare il luogo a partire dal quale tornare a essere bambini nel cuore. Forse solo di fronte a Dio Padre possiamo sperimentare una nuova liberante libertà: quella dei figli. L’unica libertà che salva gli adulti dal grigiore della vita dei grandi e torna a farli appassionare a ogni coccinella che trovano mentre si recano al lavoro.

di ALBERTO RAVAGNANI