Figlie della Chiesa Lectio V Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

V Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)  (05/02/2023)

Vangelo: Mt 5,13-16 🏠

“Sale della terra e Luce del mondo”. Che cosa mai ci vorrà dire il nostro Dio paragonando i seguaci di Suo Figlio a due elementi indispensabili per una sana vita dell’uomo, appunto il sale e la luce?

Matteo nel suo vangelo ci riferisce dell’affermazione di Gesù che, colui che ha risposto alla chiamata è sale e luce; non che lo diventerà con l’esperienza, la maturità, la formazione, ma il cristiano in quanto tale, è costituito, per Grazia Divina, sale della terra e luce del mondo. Questo è il dono insito nel Battesimo, un “seme” che occorre piantare e far crescere con attenzione.

“Voi siete il sale della terra”: il cristiano è colui che dà sapore alla vita, rende saporita e gustosa l’esistenza terrena per contagio con Colui dal quale tutto prende vita e acquisendo una dimensione altra della vita; in modo che si possa rendere sopraffina l’esistenza dell’uomo. Il cristiano infatti è chiamato a dare nuovo sapore a tutto ciò che lo ha perso, rendendo il mondo vuoto, insignificante… destinato solo a ripiombare nel caos primordiale per il suo inutile e insipido modo di essere vita.

Ma il sale viene usato anche per conservare gli alimenti, per preservarli dalla putrefazione, affinché possano mantenere a lungo la loro genuinità.

In virtù della grazia battesimale, il cristiano è costituito sale per conservare la somiglianza con Dio: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza” (Gn 1,26).

“Voi siete la luce del mondo”: l’essere umano non può vivere senza luce; se è avvolto dalle tenebre ha solo un destino: la morte. La luce è vita per ogni essere vivente; con la luce del sole si attivano sistemi di generazione e rigenerazione che con l’oscurità non potrebbero innescarsi, quindi l’uomo, più di tutti, ha bisogno della luce e della luce del sole.

Il cristiano deve rendersi consapevole che egli è luce per il mondo. Una piccola luce di candela è stata consegnata ai genitori il giorno del battesimo, attinta dalla grande fiamma del Cero pasquale che simboleggia Cristo Signore, il Risorto, luce del mondo. Questa piccola luce è affidata ai genitori e ai padrini perché possano custodirla e trasmetterla al nuovo membro della chiesa, affinché anche lui possa diventare luce per gli uomini attraverso la perseveranza nella fede. Una luce che potrà far brillare le sue opere buone non come ostentazione (mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto. Mt 6, 3-4), ma, come dice il profeta Isaia 58,10, come reale segno di condivisione: “Se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce”. Si tratta di una “manifestazione della potenza dello Spirito che opera in noi”, come ci dice San Paolo: il risultato finale di uno stile di vita che ci fa assomigliare a Dio, l’unico Sale che dà senso e sapore a ogni cosa; l’unica Luce che penetra anche nei recessi più oscuri del cuore. Solo recuperando la nostra somiglianza con il Creatore possiamo anche noi adempiere alla nostra missione di insaporitori della terra e illuminatori del mondo, per fare della nostra vita, e di quella altrui, una gioiosa esistenza che dia gloria al nostro Dio.

Fonte:https://www.figliedellachiesa.org/it