P. Gaetano Piccolo S.J.”Partire”

II Domenica di Quaresima (Anno A)  (05/03/2023)

Vangelo: Mt 17,1-9 🏠

«Sì, proprio Gesù in persona,
proprio lui divenne splendente come il sole[…].
Ciò ch’è per gli occhi del corpo il sole che vediamo,
lo è lui per gli occhi del cuore;
ciò ch’è il sole per i corpi, lo è lui per i cuori.
I suoi vestiti sono la sua Chiesa».
Sant’Agostino, Discorso 78, 2

Partire

La vita ci chiede continuamente di partire: bisogna lasciare, separarsi, tagliare. Siamo spinti continuamente a deciderci, a metterci in cammino, senza sapere molte volte verso dove stiamo andando. Ci rendiamo conto infatti che quando ci fermiamo, quando ci chiudiamo in noi stessi o ci blocchiamo, la vita si spegne, ci adattiamo in una routine mediocre e senza slanci, fatta spesso anche di cose buone, ma che non nutrono il cuore e ci lasciano profondamente insoddisfatti.

Verso l’inedito

Anche ad Abramo viene chiesto di lasciare per cominciare a vivere veramente. Nel testo della Genesi sembra infatti che la vita di Abramo cominci nel momento in cui presta ascolto a quell’invito di Dio. Abramo si era probabilmente adattato a un’ordinarietà buona ma senza slanci, fatta di terra e di casa, fatta di legami che molte volte ci legano. Solo mettendosi in cammino, solo lasciando, è possibile incontrare veramente se stessi.

Abramo è chiamato a mettersi in cammino senza sapere bene dove lo porterà quel viaggio, ma certamente davanti a lui sta la possibilità di scrivere qualcosa di inedito: la sua vita. Molte volte infatti lasciamo che siano gli altri a scrivere la nostra vita, ripetendo copioni inflazionati e già letti. Abramo sente questa urgenza, tant’è vero che davanti alle parole di Dio non chiede spiegazioni, ma semplicemente agisce: partì!

Al di là dell’apparenza

Anche Gesù lascia la casa del Padre per mettersi in cammino verso l’umanità, accogliendo la possibilità della morte, si mette in cammino verso la croce. Anche Gesù scrive una storia inedita, unica e irripetibile, la storia che ci ha dato salvezza. Anche Gesù esce e parte: compie il suo esodo. Diversi elementi di questo testo richiamano infatti il cammino del popolo nel deserto: il monte, la nube, la presenza di Mosè.

Nel cammino, le nostre decisioni ci svelano, siamo visti per quello che siamo. Anche Gesù si lascia vedere al di là dell’apparenza, al di là della figura: si trans–figura. I discepoli possono vedere la sua divinità: la luce e la bianchezza che anche nelle rappresentazioni iconografiche è simbolo del divino. È un momento di rivelazione, come le volte in cui ci capita di sperimentare l’intimità profonda con Dio e di riconoscerlo là dove forse non ci saremmo aspettati: Dio ci sorprende.

La Legge e i Profeti

Quando Gesù si fa vedere nella sua divinità, si mostra nell’atteggiamento del dialogo: conversa con Mosè ed Elia. Questa conversazione è certamente un modo per attestare la divinità di Gesù, perché Mosè ed Elia sono i due profeti di cui si aspettava il ritorno come annunzio dei tempi messianici. Al contempo, Mosè ed Elia rappresentano la Legge (attribuita a Mosè) e i Profeti (di cui Elia è considerato come il più illustre rappresentante), come a dire che l’intera Scrittura attesta che Gesù è il Messia. Possiamo però anche immaginare su cosa abbiano conversato: come Gesù, anche Mosè ed Elia hanno avuto a cuore la salvezza del popolo, quel popolo per il quale hanno dato la vita.

Ripartire

Davanti a questa esperienza di intimità con Dio, possiamo essere presi, come Pietro, dalla paura che tutto finisca, dal timore che Dio scompaia dalla nostra vita. Cerchiamo di catturare la sua presenza, di fissarla, di chiuderla nel ricordo. Ma anche Pietro è chiamato a ripartire, a liberarsi da quelle cose che, seppur buone, possono legarlo e fermarlo nella sua crescita. Quell’esperienza di Dio non è il luogo in cui chiudersi, ma è il motivo per il quale andare ad annunciare. Pietro vorrebbe accamparsi, invece deve muoversi!

Attraverso l’esperienza misteriosa dell’intimità con Dio, che è come nube che ci avvolge, nube che protegge, ma anche che oscura, ci viene consegnata la parola fondamentale: ascoltare il figlio! Nel Vangelo di Giovanni, questo invito ci è consegnato da Maria, che a Cana dice ai servi fate quello che vi dirà!

Alziamoci, dunque, senza temere, e mettiamoci in cammino. Passo dopo passo, Dio ci indicherà da che parte andare.

Leggersi dentro

  • Ci sono situazioni, legami, che oggi ti stanno trattenendo e ti impediscono di camminare?
  • In che modo il Signore si è lasciato vedere nella tua vita?

Fonte:https://cajetanusparvus.com/