Don Paolo Zamengo” Cosa dobbiamo fare?”

III Domenica di Avvento (Anno C) – Gaudete  (15/12/2024) Liturgia: Sof 3, 14-18a; Sl: Is 12, 2-6; Fil 4, 4-7; Lc 3, 10-18

Oggi ci viene donato un Vangelo che ci indica
comportamenti concreti, un ritorno al quotidiano, alle
nostre relazioni tra persone vere, come strada per il venire
di Dio nel mondo.
Il modo con cui ci rivolgiamo agli uomini raggiunge Dio. Ogni
nostro gesto umano apre finestre sull’infinito.
Giovanni il Battista propone tre regole che ci meravigliano
per la loro semplicità. La prima è chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da
mangiare faccia altrettanto.
È la regola d’oro che da sola basterebbe a cambiare la faccia della terra. E’ la condivisione.
Una piccolissima semplice parola: “dare”. Su questo dare saremo giudicati. È la nuova legge di un
altro mercato che si può semplificare così: ciò che io ho, e tu non hai, lo condivido con te. Invece
dell’accumulo, il dono; invece dello spreco, la sobrietà. Perché tu vali quanto me, anzi di più.
C’è tanto pane nel mondo che, a condividerlo, basterebbe per tutti. A non sprecarlo, sazierebbe la
fame di tutti. La prima regola per il nostro abitare la terra è prenderci cura gli uni degli altri
Il secondo passo è “non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”. Una regola così semplice
da sembrare banale: è il ritorno dell’onestà, è l’insurrezione degli onesti, come salvezza della storia
comune.
Perché la cupidigia è l’idolo assoluto e asfissiante. L’insaziabilità è la radice della corruzione che è
deridere le leggi, sfruttare le persone, vendersi per denaro.
La terza regola è per i soldati e per chi ha ruoli di autorità e di forza, in tutti i campi: non
maltrattate e non estorcete niente a nessuno. Non approfittate del ruolo per umiliare; non
abusate della vostra forza per far piangere.
È sempre lo stesso principio: prima le persone, prima il rispetto: che è guardare negli occhi l’altro
chiamato fratello. Alzarsi in piedi davanti a lui, sempre, come davanti a un principe. La bestemmia
è mettere le cose prima delle persone.
Viene uno più forte di me e vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Gesù è il più forte perché è
l’unico che parla al cuore. E noi lo seguiremo.
È il più forte perché è l’unico che battezza nel fuoco e ha la forza del fuoco che trasforma i cuori
nella luce e nel calore.
Gesù ha acceso milioni e milioni di vite, le ha accese e rese felici. Questo fa di Gesù il più forte e il
più amato.