Domenica 2 Febbraio PRESENTAZIONE DEL SIGNORE
Ml 3,1-4 Sal 23 Eb 2,14-18 Lc 2,22-40
Più di tutto mi ricordo il futuro.Salvador Dalí
Come fa Simeone a riconoscere che li bambino che sta tenendo in braccio è la salvezza che lui sta attendendo? Forse perché la sua vita di uomo giusto e pio lo ha allenato a uno sguardo contemplativo sulla realtà. Simeone è in grado di vedere oltre la superficie delle cose. Alla sua età è ancora capace di stupirsi. O, forse, alla sua età ha imparato a lasciarsi stupire… Non tanto dalle cose straordinarie che irrompono dall’ordinarietà, quanto piuttosto dall’ordinarietà che nel suo accadere diventa in ogni istante straordinaria se guardata con occhi limpidi.
Davanti agli occhi Simeone ha un neonato, il miracolo della vita che si ripete. Una nuova generazione che sta venendo alla luce e nella sua vulnerabilità assume la vita come compito evolutivo. Il mondo non termina con la nostra dipartita, continua con la generazione successiva, in una evoluzione inarrestabile, dentro un mistero, quello della nostra umanità, che non si esaurirà mai. È su questa consapevolezza che Simeone può abbandonarci fiducioso. I suoi occhi contemplano il cuore del mistero umano.
Ecco quello che ha visto Simeone: la salvezza non è un evento puntuale. È un processo che accade ogni giorno.
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