Domenica 8 Marzo (DOMENICA – Viola)
III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)
Es 17,3-7 Sal 94 Rm 5,1-2.5-8 Gv 4,5-42
di Marilynne Robinson
Era improbabile che un uomo ebreo parlasse a una donna samaritana per chiederle un sorso d’acqua. La donna glielo fece notare. Poiché quell’uomo era Gesù, sapeva tutto della sua vita turbolenta ma non si preoccupava delle apparenze. Era persino più pronto di lei a mettere da parte il decoro e le ostilità tribali nell’interesse del momento. Eccoli lì, al pozzo di Giacobbe e vicino al campo di Giuseppe, antenati cari a entrambi. Presumo che lei gli abbia dato da bere, visto che la maggior parte delle donne nelle Scritture è molto gentile. Gesù le dice qualcosa di misterioso: che se lei glielo avesse chiesto, lui le avrebbe dato “acqua viva”. Questo sembra smuovere la sua devozione samaritana. Il pozzo di Giacobbe, reso sacro dal suo essere associato con i patriarchi e dalla sua antichità, che dopo tanti anni era ancora in grado di sostenere coloro che vi si recavano, non poteva essere meno meraviglioso di qualsiasi acqua quell’uomo potesse offrirle.
Anche in tempi antichi doveva esserci un modo per dire che quella donna era un po’ strana, un personaggio particolare. Non intendo essere sprezzante. Gesù le concede una conversazione, in effetti un breve discorso, sulla sua natura e sul suo scopo, proprio il tipo di cose che i discepoli desideravano ardentemente sentire e che gli studiosi ponderano ancora oggi. Lei non prende il riferimento di Gesù alla sua vita disdicevole come un rimprovero, bensì come un segno dei suoi poteri profetici. Senza alcun imbarazzo, si lancia in una sorta di discussione teologica sulle diverse pratiche di culto dei samaritani e degli ebrei. Gesù le dice che la salvezza viene dagli ebrei e che «viene l’ora – ed è questa -» in cui tali differenze e particolarità svaniranno e Dio sarà adorato «in spirito e verità». Lui è lì accanto a lei, il salvatore per mezzo del quale tutto questo si compirà, ed è decisamente un ebreo, come lei ha subito sottolineato. Posso solo immaginare il suo sorriso dinanzi alle tortuose questioni che gli esseri umani riescono a creare intorno alla fede, per quanto possa essere vicino per loro il Regno dei Cieli.
Nonostante tutto, lei lo capisce in un modo che porta alla conversione sua e dei suoi amici. Sembra straordinario, dato che all’inizio Gesù non fa altro che dirle che sa dei suoi molti mariti, il genere di cosa che potrebbe essere spiegato come comune pettegolezzo. Sulla base di questo, tuttavia, lei corre a dire agli amici e alla famiglia che potrebbe aver incontrato un profeta, forse addirittura il Messia. Nella sua eccitazione, lascia lì la sua brocca d’acqua, che doveva essere essenziale per le sue fatiche quotidiane perché, come osserva Gesù, anche chi beve dal pozzo più venerabile avrà di nuovo sete.
I discepoli sono andati a fare provvista di cibo e quando tornano lo trovano, incredibilmente, che parla con la donna in mezzo a una folla di samaritani credenti. Egli ha portato «l’ora – ed è questa -» che sta per venire, in cui la differenza non significa più divisione. Gli emarginati sono riconciliati dal Messia che tutti stavano aspettando. Egli ha dato loro l’acqua viva dello Spirito e della verità, che placa la sete più profonda e sostiene una vita in abbondanza ed eterna.



