Don Paolo Zamengo “Toccare le ferite”

Domenica 19 Aprile (DOMENICA – Bianco)
III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
At 2,14.22-33   Sal 15   1Pt 1,17-21   Lc 24,13-35

di Don Paolo Zamengo

Il racconto di Emmaus si presenta come un cammino e i discepoli
arrivano a toccare la presenza del Risorto in mezzo a loro. Non è
una apparizione. Luca pone l’accento sull’itinerario da percorrere
non tanto per vedere una persona ma per riconoscerla. Racconti
simili si trovano nell’ A.T.. Basta pensare all’apparizione del Signore ad Abramo alle querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda. Gli esegeti la definiscono una “leggenda di viaggio”, una “scena di riconoscimento”, di “epifania”, una “catechesi sacramentale”. E la localizzazione di Emmaus è un po’ complicata, ma forse queste preoccupazioni non erano primarie nell’evangelista Luca che ha una conoscenza della Palestina un po’ approssimativa. É il giorno della risurrezione, il primo della settimana. Questi due discepoli, uno dei quali si chiama Cleopa, percorrono una strada che li allontana da Gerusalemme. Si gettano l’uno contro l’altro parole deluse e disperate, che constatano l’assurdità dei fatti successi ed esprimono il desiderio di una fuga. Le parole che si dicono non cambiano nulla, perché non sanno ascoltare la realtà profonda della loro esistenza. I discepoli si stanno allontanando, non solo dai luoghi di una memoria dolorosa, ma anche da un’esperienza di vita vissuta con Gesù. Gesù invece si avvicina e si mette a camminare con ulteriore cammino. Nell’intenzione di Luca questi gesti rimandano all’istituzione dell’Eucaristia. Il gesto di Gesù evoca anche il pane delle tentazioni, il pane che l’uomo non può darsi da solo; il pane del “Padre nostro” che bisogna chiedere con insistenza; il pane donato da Gesù in maniera sovrabbondante alle folle che lo seguivano. E inoltre il fatto che Gesù siede a tavola con uomini peccatori e dalla fede incerta e fragile, dona alla nostra vita di essere in comunione con la sua vita. “Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero”. Luca non ci dice che lo videro. La presenza di Gesù viene riconosciuta in ciò che avviene. Gli occhi dei discepoli si aprono e la presenza del Risorto diventa riconoscibile in ciò che essi vivono. É nel gesto dello “spezzare il pane” che Gesù ha potuto essere riconosciuto, e il suo corpo eucaristico oltrepassa ora i limiti del tempo e dello spazio. Gesù si fa nostro compagno di strada, ascolta ciò che noi viviamo e ci aiuta a scoprire il senso. Ascoltarlo è cogliere la sua presenza nel nostro cuore che si fa “ardente” e ci fa entrare nella comunione al suo destino per ricevere il suo Spirito e lasciarci guarire nel nostro intimo.


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