padre Gianmarco Paris Commento IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Domenica 26 Aprile (DOMENICA – Bianco)
IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
At 2,14.36-41   Sal 22   1Pt 2,20-25   Gv 10,1-10

di padre Gianmarco Paris 🏠home

Le domeniche del tempo di Pasqua ci propongono di continuare a vivere e a accogliere in profondità il mistero della vita nuova che Gesù dona a tutti coloro che lo vogliono seguire. Il vangelo di questa domenica ci propone l’insegnamento di Gesù in cui si presenta come pastore di pecore. Gesù prende questa immagine dall’Antico Testamento, dove Dio, nel salmo 23, è pregato come il pastore che si prende cura delle pecore. Ma quello del pastore era anche un mestiere molto comune nel contesto in cui Gesù è nato e cresciuto: Egli è capace di parlare del Regno di Dio a partire dalle esperienze quotidiane della vita. Per molti di noi questa immagine non è così familiare come nel mondo antico, per questo facciamo un po’ più fatica a cogliere il messaggio che Gesù vuole comunicare.

Il pastore della parabola che Gesù racconta entra nell’ovile passando per la porta; chiama le pecore per nome e le conduce fuori, cioè le mette in cammino, non le lascia ferme, le stimola a mettersi in movimento. Le pecore conoscono la voce del pastore, hanno fiducia in lui e per questo lo seguono. Qui il discorso passa dall’immagine alla realtà che vuole significare, perché un rapporto di profonda conoscenza reciproca si dà tra le persone. C’è un’altra differenza tra le abitudini del pastore di pecore e la parabola di Gesù: i pastori camminano dietro al gregge, per tenerlo raccolto; il pastore di cui parla Gesù sta davanti, percorre per primo il cammino e invita i suoi a seguirlo. Lo segue chi riconosce la sua voce, chi si fida di lui. Per approfondire il messaggio Gesù usa una seconda immagine, la porta delle pecore. Chi passa attraverso di lui cammina sulla via sicura che porta alla vita. Non come altri, che sono briganti e ladri, pensano a se stessi e non alle pecore. Gesù presenta qui in modo molto bello la finalità della sua missione: che tutti abbiano la vita in abbondanza.

Con la Pasqua di morte e risurrezione Gesù ha compiuto il significato di queste immagini. Il passaggio dal dentro al fuori che Gesù rende possibile attraverso la sua propria vita, essendo lui la porta, è quello dalla morte alla vita, dalla schiavitù alla libertà, dal peccato alla comunione con Dio.

Lo ricorda Pietro nella sua lettera (2ª lettura): eravate come pecore smarrite, ma ora siete ritornati al pastore e custode della vostra vita. Questo pastore ha percorso il suo cammino di sofferenza, morte e risurrezione “lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme”. L’inno a Cristo sofferente che la lettera di Pietro ci fa meditare oggi, recita così a un certo punto: le sue piaghe ci hanno curato. È un paradosso molto stridente. Come possono le piaghe di una persona guarire altre? Le piaghe sono il segno concreto della sua sofferenza, che è la conseguenza del dono della vita che il pastore ha fatto per amore delle sue pecore. Perché solo l’amore, che è più forte della morte, può curare le ferite di chi non è amato (ogni ferita è, in fondo, conseguenza di mancanza di amore).

Quello che Pietro scrive nella sua lettera lo aveva per molti anni annunciato nella sua predicazione, come ci ricorda il libro degli atti (1ª lettura). Il mistero dell’offerta della vita da parte di Cristo diventa sulla bocca di Pietro annuncio che “trafigge il cuore”, e porta chi ascolta a cambiare vita e unirsi alla comunità dei credenti.

La Chiesa è la comunità di coloro che credono a un Dio che ha donato suo Figlio per amore nostro e che lo seguono come il loro Pastore, con vocazioni diverse e un unico cammino: accogliendo da Gesù il dono di una vita abbondante, imparano a loro volta a donarla per amore. 

La quarta domenica di Pasqua è la giornata di preghiera per le vocazioni. La “vocazione” comincia con il dono della vita in abbondanza che Gesù fa ad ogni persona. E matura nella scelta di uscire dal recinto delle proprie sicurezze e comodità, di seguire i passi del pastore, di diventare capaci di donare la propria vita come Egli ha fatto per noi. Questo avviene nei diversi modi di vivere. Il matrimonio, l’educazione dei figli, la dedizione ad un compito a servizio degli altri, il servizio alla comunità dei cristiani: tutte queste scelte sono un cammino di santità, una strada per scoprire la pienezza della vita che Gesù pastore è venuto a donarci.


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