padre Paul Devreux Commento VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Twelve men dressed in historical robes gathered around a wooden table with bread and bowls.

Domenica 10 Maggio (DOMENICA – Bianco)
VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
At 8,5-8.14-17   Sal 65   1Pt 3,15-18   Gv 14,15-21

di padre Paul Devreux🏠home

In quel tempo, Siamo durante l’ultima cena, quindi questo è il testamento di Gesù.

Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, Gesù, che ha sempre parlato dell’amore di Dio per noi, ora parla del nostro amore per lui.

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; Quindi il segno che amo Gesù è un sentimento che posso verificare dalle mie scelte concrete, cioè l’osservanza dei suoi comandamenti. Altrimenti sono chiacchiere.

e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, Gesù e lo Spirito, sono sempre con noi, e ci aiutano a scegliere la verità che ci rende liberi e umani, rimanendo cosi in comunione con loro.

che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Ogni volta che mi lascio coinvolgere dai ragionamenti di questo mondo, rimango solo, perché non riesco più a vedere Dio e la sua verità.

Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Lui rimane sempre con noi, ma per prendere coscienza di questa presenza ho bisogno di fermarmi e di pregare, per non essere distratto e sviato da altre correnti.

Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Continuamente ho bisogno di pregare per ricordarmi di questa bella notizia e di vivere in essa. La condizione è quella di rimanere sempre nel presente, senza lasciarsi accalappiare da nostalgie del passato o dalla paura del futuro.

Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. Lui è già vivo; più cresco nella comunione con lui e più vivrò anche io.

In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Siamo una famiglia, e di questo io ho bisogno.

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Gesù ribadisce quello che ha detto all’inizio, capovolgendo la frase; segno che è importante. D’altronde anche noi diciamo comunemente: Quello che conta sono i fatti, non le parole.

Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Che il Padre e Gesù ci amino è fuori discussione e indipendente dal fatto che io ricambi questo loro amore. Ma fare l’esperienza del loro manifestarsi è bellissimo, e se sono distratto da altre priorità, difficilmente me ne accorgo.

Signore aiutaci ad amarti concretamente, amando e servendo come tu hai amato e servito, e aiutaci a cogliere le tue manifestazioni a sostegno del nostro tentativo di amare e servire i fratelli che ci doni.

Grazie Signore perché ci hai donato una vita, un progetto di vita e un’appartenenza.
Buona domenica.


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