Domenica 10 Maggio (DOMENICA – Bianco)
VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
At 8,5-8.14-17 Sal 65 1Pt 3,15-18 Gv 14,15-21
di Alessandro Cortesi🏠home
“Filippo, sceso in una città della Samaria, cominciò a predicare loro il Cristo… Frattanto gli apostoli seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni… imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo”.
Tre aspetti sono rilevanti. Il primo si riferisce al luogo. La Samaria era una regione considerata eretica, abitata da un popolo separato dalla tradizione religiosa giudaica con il suo centro a Gerusalemme. Verso i samaritani era forte il senso di lontananza e disprezzo (Sir 50,25-26; cfr. Gv 4,9.20). In Samaria infatti si ricordava lo spostamento di cinque popoli pagani che avevano mantenuto forme di culto idolatriche (cfr. 2 Re 17,24-41): l’allusione ai cinque mariti della donna di Samaria, nel dialogo con Gesù del cap. 4 di Giovanni, sottintenderebbe questo riferimento (Gv 4,18). Emerge un primo dato sorprendente: proprio il territorio pagano ed eretico della Samaria accoglie la predicazione di Filippo. Inaspettatamente lì, in un’area ritenuta inospitale e sospetta dal punto di vista religioso, la Parola è accolta. Segue il coinvolgimento di altri apostoli nell’incontro con chi era stato battezzato: ‘imponevano loro le mani e ricevevano lo Spirito Santo’. Ciò avviene in persone considerate lontane e addirittura avverse. Il primo messaggio riguarda quindi la libertà dello Spirito, l’abbattimento di ogni barriera di tipo culturale e religioso. Dirà Pietro nella casa di Cornelio: ‘Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto’ (At 10,34)
Un secondo elemento da cogliere è l’essenzialità dell’agire di Filippo: ‘cominciò a predicare loro il Cristo’ (cfr. At 18,5). Colpisce l’importanza della predicazione quale attività dei primi apostoli, inviati a presentare la persona di Gesù. La loro parola e il loro agire si concentrano su Gesù, sulle sua identità e missione. La loro predicazione è attestazione che Gesù è il messia atteso, colui che libera la vita dalla paura, dal peccato, da ogni prigionia. Il dedicarsi alla predicazione come parola in riferimento a Gesù, il Cristo è l’impegno dei primi apostoli.
Filippo indica una via e riprende lo stile di Gesù (cfr. Lc 24,13-35): si fa vicino e accompagna nel cammino mettendo al centro la Parola di Dio e leggendola in riferimento a Gesù. Sale poi sul carro del funzionario etiope, ascolta le sue domande e lo aiuta a comprendere quello che leggeva (cfr At 8,26-40). In Samaria Filippo ‘recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo’. La bella notizia, il vangelo è dono che fa scoprire l’azione dello Spirito già presente nei cuori. Luca (autore degli Atti) indica un modo di annuncio del vangelo, come cammino di compagnia, di comunicazione della persona di Cristo che conduce alla gioia (At 8,39).
Un terzo elemento: la presenza dello Spirito donato attraverso l’imposizione delle mani, unito all’esperienza della gioia. ‘E vi fu grande gioia in quella città’ (At 8,8). La predicazione di Filippo e degli altri apostoli apre il cuore, accompagna a maturare uno sguardo nuovo sulla vita, gioioso. Gioia non è sinonimo di superficialità, o assenza di problemi, neppure è emozione superficiale. Proprio nei momenti dolorosi delle prove i discepoli erano riempiti di gioia e di Spirito santo (At 13,52). Paolo sintetizza la sua chiamata di apostolo come ‘collaboratore della vostra gioia’ (1Cor 1,23). Gioia si accompagna alla predicazione del vangelo e al percorso della fede. Il regno di Dio è infatti ‘pace e gioia nello Spirito Santo’ (Rom 14,17) e la gioia stessa è uno dei frutti dello Spirito (Gal 5,22). Predicare Cristo sta in rapporto con il collaborare alla gioia.
Nella pagina del vangelo lo Spirito promesso è indicato con due nomi nel quadro della promessa ‘non vi lascerò orfani’: si apre una speranza. Egli sarà un altro ‘paraclito’, il consolatore, e lo Spirito di verità. Lo Spirito è presenza che sta accanto e prende le difese, colui che nel tempo della storia guida la comunità all’incontro con Gesù, il grande suggeritore che ricorda quanto Gesù ci ha comunicato: è lui che fa incontrare la verità vivente, Gesù che ci ha manifestato l’amore del Padre.



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