Domenica 10 Maggio (DOMENICA – Bianco)
VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
At 8,5-8.14-17 Sal 65 1Pt 3,15-18 Gv 14,15-21
di don Lucio D’abbraccio🏠home
Quando Gesù dice ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti», sta parlando a cuori impauriti. Nel Cenacolo c’è un silenzio pesante: i discepoli hanno capito che qualcosa sta per cambiare, e la paura di rimanere soli li stringe come una morsa. Gesù vede tutto questo e, invece di rimproverarli, li rassicura con una promessa che attraversa i secoli: «Non vi lascerò orfani».
Questa domenica celebriamo anche la festa della mamma. E chi meglio di una madre sa cosa significa non lasciare soli i propri figli? Una mamma non ha bisogno di grandi discorsi: basta la sua presenza, un abbraccio, una mano sulla fronte. È un amore che consola senza fare rumore. Oggi il nostro pensiero va alle mamme giovani, che corrono tutto il giorno tra lavoro, figli, casa e preoccupazioni; alle mamme anziane, che ora hanno bisogno della nostra pazienza e della nostra tenerezza; e alle mamme che sono già nella vita eterna, ma che continuano a vegliare su di noi come una luce che non si spegne.
Una madre non segue delle regole per obbligo, ma per amore. E proprio perché ama, si dà delle regole: nutre, protegge, educa, corregge. Così fa Dio con noi. Quando Gesù dice: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama», non ci sta imponendo un peso. Ci sta indicando la strada per non farci male. I comandamenti non sono divieti che tolgono libertà, ma consigli di un Padre che vuole vederci felici. Sono come le raccomandazioni di una mamma: “Non correre troppo”, “Non parlare con chi ti vuole ingannare”, “Non fare del male agli altri”. Sono parole che proteggono.
Eppure Gesù sa che da soli non ce la facciamo. Quante volte vorremmo essere più pazienti in famiglia, ma perdiamo la calma; vorremmo perdonare, ma il cuore si indurisce; vorremmo essere più buoni, ma ci sentiamo stanchi. Per questo ci fa una promessa immensa: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito». Il Paràclito è Colui che viene vicino, che sostiene, che consola. È lo Spirito Santo.
Pensiamo a quante volte, da bambini, bastava che la mamma si sedesse accanto al letto durante una notte di febbre per farci sentire meglio. Non guarivamo subito, ma non avevamo più paura. Lo Spirito Santo fa qualcosa di simile: non toglie magicamente i problemi, ma ci dà forza, pace, luce. Gesù lo dice chiaramente: lo Spirito «rimane presso di voi e sarà in voi». Non è un ospite che passa e se ne va. Rimane. Abita. Sta con noi nelle giornate serene e in quelle difficili, nei momenti di gioia e in quelli di buio.
La frase più tenera del Vangelo di oggi è questa: «Non vi lascerò orfani». L’orfano è chi si sente dimenticato, chi pensa che nessuno si accorga delle sue lacrime. E quante volte, nella vita, ci sentiamo così: quando un progetto fallisce, quando il lavoro manca, quando ci sentiamo messi da parte, quando la salute vacilla. In quei momenti, Gesù ci dice: “Io sono qui. Io vivo. E voi vivrete”. Non una sopravvivenza stanca, ma una vita piena, sostenuta da Lui.
Gesù aggiunge anche che «il mondo non può ricevere» lo Spirito «perché non lo vede e non lo conosce». Il mondo, qui, non è l’umanità, ma quel modo di vivere che pensa solo all’apparenza, al successo, a calpestare gli altri. Un cuore pieno di rumore non riesce a sentire la voce dello Spirito. Ma chi si apre con semplicità, chi cerca il bene, chi prova ad amare, anche con fatica, scopre che Dio è vicino.
Alla fine, Gesù ci regala una certezza che vale più dell’oro: «io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi». È un legame che nessuno può spezzare. È come un abbraccio che non si allenta mai.
E mentre celebriamo la festa della mamma, non possiamo dimenticare la nostra Mamma celeste, Maria. Lei, più di chiunque altro, sa cosa significa accompagnare, proteggere, consolare. A Lei affidiamo le nostre famiglie, le nostre paure, le nostre speranze. Maria non ci lascia mai soli: ci prende per mano e ci porta a Gesù, perché anche noi possiamo sentire, nel profondo del cuore, la verità di quella promessa: non siamo orfani. Mai. Amen!




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