Domenica 17 Maggio (SOLENNITA’ – Bianco)
ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)
At 1,1-11 Sal 46 Ef 1,17-23 Mt 28,16-20
di padre Paul Devreux🏠home
È bellissimo, questa festa dell’Ascensione. È la conclusione del Vangelo di Matteo, che non accenna minimamente ad una ascensione di Gesù al Cielo, ben si ad una presenza nuova, che ci mette tutti in comunione con il Cielo. Leggiamolo.
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Tornano in Galilea, dove tutto è cominciato, dove hanno incontrato e conosciuto Gesù. È bello anche per noi tornare con la memoria ai nostri primi incontri con il Signore. Risalire sul monte, cioè nei luoghi dove abbiamo imparato a conoscerlo.
Quando lo videro, si prostrarono. Anche noi oggi possiamo prostrarci davanti a lui, segno che lo riconosciamo come Signore, prezioso per la nostra vita.
Essi però dubitarono. Io di cosa dubito? Della sua reale presenza? Eppure tante volte si manifesta reale e attento alla mia vita. Forse dubito di più del suo messaggio, dell’opportunità di prendere alla lettera la sua proposta di amare gli altri e servirli, secondo lo stile delle beatitudini. Forse il dubbio viene dalla paura di rimetterci.
Gesù si avvicinò Questo è importante: non mi basta vederlo. Ho bisogno di sentirmelo vicino. Di essere sicuro che almeno per lui la mia vita è preziosa. Questo mi dà molto coraggio e la libertà di rimetterci quando decido di amare e servire.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Di che potere si tratta? Non è quello di fare miracoli o di scendere dalla croce; È il potere che ci dà la libertà di lavare i piedi a tutti, di essere schiavi di tutti! Lo desidero questo potere o ho dei dubbi o perlomeno qualche riserva?
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, Se dico che vado a fare una cosa bella è facile che trovo dei discepoli. Se organizzo una bella gita, tutti hanno voglia di seguirmi. È normale. Battezzare significa aiutare le persone ad immergersi nella morte e risurrezione di Gesù, cioè a fare l’esperienza dell’amore di Dio. Questo implica l’incontro con una fraternità e con Dio. Implica lo sperimentare l’amore dei fratelli sostenuti e motivati dal Signore, per poi incontrare il Signore stesso.
insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Queste cose non vanno insegnate in cattedra, ma mettendole in pratica e dimostrando che sono cose belle da fare.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Questa è la Buona Notizia, il Vangelo. Gesù c’invita a vivere con lui per essere in comunione con il Cielo sin da oggi. Per cui festeggiamo la sua, ma anche la nostra ascensione al cielo.
Buona festa.




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