sr.Rosa Paola Lectio ASCENSIONE DEL SIGNORE

Domenica 17 Maggio (SOLENNITA’ – Bianco)
ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)
At 1,1-11   Sal 46   Ef 1,17-23   Mt 28,16-20

di sr.Rosa Paola – Monastero s. Chiara di Vicoforte

In una sola liturgia, grazie alla penna di Luca (Atti degli Apostoli), di Paolo (Lettera agli Efesini) e di Matteo (Vangelo), ripercorriamo con gli Apostoli come il Crocifisso Risorto, prima di essere elevato dal Padre in alto, si sia mostrato loro “parlando delle cose riguardanti il regno di Dio” per prepararli a testimoniare nel mondo intero la sua salvezza offerta a tutte le nazioni. Nell’intimità e nella familiarità sperimentate nuovamente intorno alla tavola, come era avvenuto durante i tre anni trascorsi insieme lungo le strade della Palestina, i discepoli raccolgono l’ultimo insegnamento del Signore glorioso che li apre al dono promesso dal Padre: investiti e accompagnati dalla forza dello Spirito Santo realizzeranno la loro missione uniti al Figlio. Eppure, secondo quello che l’evangelista Matteo osa annotare, quando ritornano in Galilea richiamati dal Risorto, alcuni di essi dubitavano. Grazie a questa sottolineatura, anche i nostri dubbi trovano un senso e un orientamento, perché la fede cristiana non è mai un possesso scontato né una certezza definitiva. Infatti Dio non si impone alla nostra libertà, ma ci propone la sua vita e la sua esperienza come strada verso il Cielo, verso quella pienezza di verità e di gioia che anche per gli Apostoli è stata una ricerca e insieme una grazia, da accogliere nella preghiera e nell’attesa fiduciosa dello Spirito. Matteo poi, come pure Marco e Luca nei passi paralleli, li chiama semplicemente “gli Undici”. Si tratta, quindi, di una comunità ferita, che nel suo interno ha sperimentato il tradimento, il fallimento e il perdono, ma proprio per questo è autorevole e credibile. Il Signore invia nel suo Nome non degli uomini perfetti, integri e incrollabili, ma persone disposte a credere alla potenza dell’amore di Dio che ci redime, ci ricrea e offre una nuova possibilità dopo ogni caduta. Infatti solo chi si è lasciato prendere per mano dal Padre, che è sempre pronto a rialzarci con il suo abbraccio, potrà annunciare ad altri che il Signore è con noi tutti i giorni, perché la storia e il tempo gli appartengono per sempre. Perciò quando Egli pare assente, in realtà sta operando con il suo Spirito per “illuminare gli occhi del nostro cuore”, per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati fin da ora.

La Chiesa, oggi come ieri, è nuovamente inviata a “fare discepoli”: alla luce dell’Evangelo secondo Matteo, essa sarà fedele a questa missione nella misura in cui, mentre continua ad imparare dal Maestro, sarà capace di far sperimentare ai fratelli che incontra, la sua presenza nascosta ma effettiva, in mezzo a tutti i popoli e attraverso le varie lingue e culture. Dovrà mostrare che Dio è vivo e operante, ovunque ci sia una persona che, ascoltando le Sacre Scritture e attratta a partecipare alla comunione del Figlio con il Padre, diventi per Gesù fratello, sorella e madre. Francesco d’Assisi lo intuì così bene da scrivere:

“… Saranno figli del Padre celeste, di cui fanno le opere,

e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo.

Siamo sposi, quando nello Spirito Santo l’anima fedele si unisce a Gesù Cristo.

Siamo suoi fratelli, quando facciamo la volontà del Padre suo, che è nel cielo.

Siamo madri, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo

attraverso l’amore e la pura e sincera coscienza,

e lo generiamo attraverso il santo operare, che deve risplendere in esempio per gli altri.”

[Lettera a tutti i fedeli X, 49-53]


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