Don Paolo Zamengo”La semina è già fatta”

Domenica 14 Giugno (DOMENICA – Verde)
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Es 19,2-6   Sal 99   Rm 5,6-11   Mt 9,36-10,8

di Don Paolo Zamengo

Dall’alto qualcuno guarda. Guarda e vede la stanchezza degli
uomini, ne sente la fatica e lo strazio. C’è qualcuno che guarda
e sente in sé il dolore, come fosse cosa sua, il suo cuore, la sua
ferita. È questa, in fondo, la compassione.

Dall’alto qualcuno guarda e vede che il mondo è ancora cosa buona come all’origine, come “nel principio” in cui tutto ebbe inizio: la messe è ricca e abbondante, abbastanza perché quel qualcuno abbia ancora fiducia nella bontà di quell’uomo ferito e stanco. Gesù cerca dei raccoglitori, operai, dei volontari altruisti a cui spetta solo la mietitura: servono mani, volti, cuori disponibili. La fatica più grande è stata già fatta dal Seminatore, lo spargitore di semi, il buon seminatore, il contadino generoso che getta la vita tra rovi, sassi e terreno buono e fecondo. La semina l’ha fatta quel coltivatore stravagante e incurante dei calcoli, degli interessi, del ricavo. Strano tipo, certo, se lo confrontiamo alle nostre logiche economiche. Ed ecco che allora Gesù, il Maestro, affida a loro il suo stesso potere: “Guarite, risuscitate, liberate…”. Parole smisurate, esagerate, per quel piccolo gruppo di giovani uomini che faticavano a stargli dietro e a capire fino in fondo le Sue parole. Ma Lui, come il Padre, non conosce la matematica delle misure e dei calcoli. E colpiscono, e commuovono, quelle due parole buttate là, quasi per caso, “Strada facendo…”. Sanno di leggerezza, queste parole, sanno di passaggi lievi senza soste, sanno di passi veloci e delicati. Come a dire mentre camminate, così, semplicemente, senza solennità, senza fasto, fate cose enormi, fate cose impossibili. Si passa sulla strada, senza fare calcoli, solo per la bellezza del dare buone notizie: “È vicino, è già qua il regno di Dio”; solo per l’allegria di guarire, di resuscitare, di liberare, di rendere meno tristi e meno smarriti i viandanti della vita. Tutto gratuitamente. Che vuol dire senza chiedere nulla in cambio, perché quello che ti dò non è mio, l’ho ricevuto a mia volta e ne sono così pieno per il semplice fatto che Lui conosce esclusivamente la dismisura, l’eccesso, l’abbondanza, la sorpresa. Non si può trattenere questo Dio esagerato; e non si “dimostra”, ma si “mostra” passando leggeri, a trasformare la vita con gesti di tenerezza fatti con le mani, gli occhi, il cuore di chi ha sperimentato quella tenerezza e ne ha assaporata tutta la sproporzione.


Reazioni nel fediverso

Lascia un commento