#PANEQUOTIDIANO«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me»

Multigenerational family smiling and sitting with a man dressed as Jesus in living room

La Liturgia di Domenica 28 Giugno 2026 VANGELO (Mt 10,37-42) Commento:P. Benedito CAPITANGO(Luanda, Angola)


In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Parola del Signore


«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me»P. Benedito CAPITANGO(Luanda, Angola)

ggi il Vangelo ci pone davanti a una verità decisiva: Cristo non vuole occupare semplicemente un posto nella nostra vita; vuole esserne il centro. Per questo dice: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me» (Mt 10,37). Gesù non è venuto per diventare un interesse tra i tanti, né per essere un punto di riferimento occasionale in alcuni momenti dell’esistenza.

Allo stesso modo, non accetta di essere un semplice complemento della nostra vita, perché Egli ne è il fondamento, il senso e la meta. Così, il vero discepolo non organizza Cristo attorno alla propria vita; organizza la propria vita attorno a Cristo. E altrove aggiunge: «Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima?» (Mt 16,26).

La croce che ogni discepolo deve prendere (cf. Mt 10,38) rappresenta il cammino stesso di Cristo. Portare la croce non significa cercare la sofferenza, ma rimanere fedeli al Signore quando vivere il Vangelo ha un prezzo. Chi segue Cristo percorre già la strada che conduce alla Risurrezione. Con questo, Gesù ci insegna che l’amore autentico ha un ordine giusto: non si tratta di amare meno la propria famiglia, ma di amare tutti in Dio e a partire da Dio. Diceva sant’Agostino d’Ippona: «Ama e fa’ ciò che vuoi». Quando Dio occupa il primo posto, tutto il resto trova la sua giusta misura. Inoltre, Cristo non ci chiede di abbandonare i nostri cari, ma di anteporre la verità di Dio quando gli affetti umani cercano di allontanarci da essa.

Il Signore conclude con una promessa: «Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli non perderà la sua ricompensa» (Mt 10,42). Nulla di ciò che facciamo per Cristo sarà dimenticato. Nel giudizio finale non conterà chi avrà accumulato più beni, ma chi avrà amato di più. Per questo risuona con forza l’insegnamento di Papa Leone XIV all’inizio del suo pontificato: questa è l’ora dell’amore! La carità di Dio che ci rende fratelli tra di noi è il cuore del Vangelo». Il Signore ci conceda un cuore libero per amarlo al di sopra di ogni cosa. Amen.


La voce di un anonimo del XV secolo

Abbandona te stesso, e mi troverai. Vivi libero da preferenze, libero da tutto ciò che sia tuo proprio, e ne avrai sempre vantaggio; ché una grazia sempre più grande sarà riversata sopra di te, non appena avrai rinunciato a te stesso, senza volerti più riavere. Da’ il tutto per il tutto.
dall’Imitazione di Cristo


28 Giugno Vangelo del Giorno Commento Benedizione ☩ Liturgia della Parola

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