fra Damiano Angelucci “Chi ha orecchi ascolti”

Man in biblical robes speaking to a large attentive crowd outdoors

Domenica 12 Luglio (DOMENICA – Verde)
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Is 55,10-11   Sal 64   Rm 8,18-23   Mt 13,1-23

di fra Damiano Angelucci🏠home

Quando viene disputata una partita di calcio a scopi benefici si è soliti definirla “la partita del cuore”. L’accoglienza o meno della Parola del Signore potremmo definirla invece “la partita nel cuore”. Nel profondo della nostra persona, proprio lì – nel cuore – , si gioca infatti la questione decisiva della scelta del terreno che vogliamo essere rispetto all’abbondante semina della Parola di Dio. 

Gesù ammonisce: “chi ha orecchi, ascolti”. Credo che sia facilmente intuibile che mediamente tutti gli uomini hanno due orecchie, ma non sono le orecchie del nostro capo quelle a cui Gesù si riferisce, ma evidentemente a quelle della nostra coscienza. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si dice (al numero 2563) che il cuore – cito testualmente – “è la dimora dove sto, dove abito. È il nostro centro nascosto, irraggiungibile dalla nostra ragione e dagli altri; solo lo Spirito di Dio può scrutarlo e conoscerlo. È il luogo della verità, là dove scegliamo la vita o la morte. È il luogo dell’incontro…”.

Tutti gli uomini hanno un cuore, e tutti gli uomini ricevono questa abbonante semina della Parola di Dio, anche se molti la ricevono solo sotto forma di segreta ispirazione o attraverso la contemplazione delle cose create. Molti di noi che hanno ricevuto l’annuncio della venuta del Signore nel mondo hanno ricevuto una grazia molto più abbondante, tanto che Gesù dice: “Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!”.

Giochiamoci bene questa partita: abbiamo tutti i mezzi di grazia per viverla nella gioia, pur nell’indiscutibile fatica della lotta contro chi ci vuole allontanare dall’amore del Padre, ma soprattutto abbiamo tutti i mezzi di grazia per essere terreno buono, per portare abbondante frutto, e quindi, per vincerla.  


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