MARILYNNE ROBINSON”Una scelta terrena”

An open oyster shell on wet sand with a pearl inside near the shoreline

Domenica 26 Luglio (DOMENICA – Verde)
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
1Re 3,5.7-12   Sal 118   Rm 8,28-30   Mt 13,44-52

di Marilynne Robinson🏠home

Gesù dice: «Il regno dei cieli è simile a» … e propone tre metafore diverse tra loro. Tutte e tre descrivono qualcosa di prezioso che è occultato o nascosto perché sta in mezzo a cose di minor valore o di nessun valore. Ma trovare un tesoro sepolto in un campo è diverso da trovare una perla di grande valore in mezzo ad altre perle. Il tesoro doveva essere una grande sorpresa per l’uomo che l’aveva trovato, poiché non c’era nessuna intenzione da parte sua, mentre la perla era un premio per la pazienza e la competenza.

Entrambe queste metafore coinvolgono attori umani. La rete nella terza è passiva e indiscriminata. Uomini o angeli devono esercitare il proprio giudizio sul suo contenuto finale per distinguere il bene dal male. Qui, nella terza metafora, a determinare il valore non sono la terra o altre perle, cose di per sé neutrali, bensì il male o la rettitudine.

Sia l’uomo che trova il tesoro sia il mercante di perle possono dare tutta la loro ricchezza per possedere una cosa incomparabile. Questo è un linguaggio pieno di associazioni teologiche. Il valore relativamente banale delle perle meno preziose o del campo acquistato dall’uomo consente ai due uomini di compiere una scelta, di entrare in possesso di qualcosa di altamente desiderabile. I pesci scartati hanno solo l’opposto del valore. I termini di questa terza metafora sono apocalittici, affrontando «la fine del mondo». Forse s’intende suggerire che compiere un’ottima scelta in fondo è un atto terreno, per quanto ricca sia la sua ricompensa, e che in ultimo non siamo noi a giudicare il valore, ma siamo noi a essere giudicati.

Gesù definisce se stesso uno scriba che «estrae […] cose nuove e cose antiche», utilizzando due metodi interpretativi: l’uno aperto a essere descritto con parole come scaltrezza o fortuna, l’altro rispondente a standard assoluti di bene e male. Gesù ha insegnato che dobbiamo godere della bontà della vita e che dobbiamo tener ben presenti le cose ultime. 


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