Don Paolo Zamengo”Il prato verde”

Man in biblical attire with baskets of bread and fish sitting on grass with group behind

Domenica 2 Agosto (DOMENICA – Verde)
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Is 55,1-3   Sal 144   Rm 8,35.37-39   Mt 14,13-21

di Don Paolo Zamengo

I discepoli del Battista, dopo aver seppellito il suo corpo, erano andati a riferire la cosa a Gesù, e Gesù era partito su una barca verso un luogo deserto. Quel giorno Gesù sentì il bisogno di appartarsi. La morte di Giovanni l’aveva profondamente turbato e sente urgente il bisogno di avere silenzio attorno come se fosse nel deserto. Ma la folla a tappe forzate era riuscita persino a precederlo. Così Gesù si accorse che il luogo che aveva immaginato deserto era diventato una folla. “Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati”. Mi fa pensare il “sentì compassione” perché mi fa scoprire chi è Gesù. Gesù cercava silenzi per incontrare il volto del Padre e ora deve cambiare i suoi programmi. E ci svela un Gesù che, quel giorno, si sentì fremere nel più profondo del cuore per l’assedio di tutti quei malati. I malati hanno il sopravvento e la sua compassione diventa guarigione, diventa gesto, diventa carezze, diventa la sua scelta, la sua missione. E la domanda che mi affiora è se la compassione è anche la mia e la nostra compassione che devono prendere la forma della guarigione. Mi resta l’interrogativo: quale mio gesto freme per la mia compassione e chi io posso tentare di guarire? C’erano cinquemila uomini e poi c’erano le donne e i bambini. Forse le donne e i bambini allora non rientravano nelle statistiche. “Si è fatto tardi e il luogo è deserto” dicono i discepoli e invitano Gesù a congedare la folla. Anche i discepoli sembrano sfiorati dalla compassione che però non diventa gesto. I discepoli pensano che questi cinquemila dovevano arrangiarsi da soli, senza domandarsi se avevano la possibilità di fare qualcosa. Gesù allora responsabilizza i discepoli e dice: “Voi stessi date loro da mangiare”. I discepoli tentano una scusa, una specie di giustificazione. “Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!” E Gesù: “Portatemeli qua”. Era una sfida che chiedeva fede vera perché nelle loro mani vedevano solo il poco, il troppo poco! E noi siamo chiamati a credere che il poco può diventare il possibile anche quando tutti diciamo è umanamente impossibile. “Portatemeli qua”. Cioè affidatevi a un’altra parola, una parola che chiede di mettere in comune i cinque pani e i due pesci. Gesù ci chiede di accogliere un criterio alternativo. Noi diciamo: “Ognuno pensi per sé, e Dio per tutti”. Su quel prato invece ha avuto inizio un criterio nuovo, la condivisione. Non so se vi siete accorti, ma il vangelo di oggi non parla di pezzi di pane che si moltiplicano, ma di pani che vengono spezzati. La nostra attenzione va su quel passare del pane di mano in mano perché questo è il vero miracolo: la distribuzione del pane non si ferma e il pane arriva a tutti. Oggi purtroppo pane si ferma prima, molto prima! Anche oggi il problema dei poveri e della fame sembra un problema irrisolvibile. Ma intanto spendiamo una cifra inimmaginabile per gli armamenti di guerra che distruggono la terra e la vita. E non si ascolta il papa perché ci dà fastidio la sua pace disarmata e disarmante. La troviamo inascoltata perché impossibile. Ricordiamoci allora i gesti di Gesù, sono gli stessi dell’ultima cena e ci vengono ricordati in ogni liturgia: “E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla”. “Alzò gli occhi al cielo”. È la bellezza di un cuore grato. Che brutto quando siamo senza gratitudine, come se tutto fosse ovvio, anche il respiro, tanto è di tutti i giorni. E poi Gesù spezza e distribuisce. E, dietro lui, anche i discepoli.

Sono parole e gesti profetici: spezzare e distribuire E quando queste parole accadono in un luogo deserto, fanno impazzire di gioia il Signore e appare il prato verde. Il deserto quel giorno diventò un grande prato verde.


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