Domenica 9 Agosto (DOMENICA – Verde)
XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
1Re 19,9.11-13 Sal 84 Rm 9,1-5 Mt 14,22-33
di Mons. Antonio Interguglielmi 🏠home
Poter camminare sulle acque del mare di Tiberiade come fa Gesù rappresenta la possibilità di vincere nelle nostre tempeste, quando la paura, l’ansia, la preoccupazione o la tristezza sembrano avere la meglio; è proprio allora che anche noi possiamo ascoltare una voce, quella del Signore, che ci invita a seguire le sue orme.
La capacità di seguire Gesù come fa Pietro, non è altro che questa vittoria su tutto quello che ci rende schiavi, che ci fa dubitare che Cristo sia davvero con noi e non sia un fantasma; questo però avviene soltanto guardando il Signore, quando non ci illudiamo di riuscire ad andare avanti da soli. Perché allora, proprio come Pietro, si incomincerà ad affondare.
La vita tante volte si presenta difficile, proprio come l’attraversata di un mare in tempesta, che rappresenta non solo la morte ma anche il mondo che si oppone alla Salvezza di Cristo. Per non annegare quindi è necessario stare nella barca; il significato del legno, di cui è costruita, è la croce di Cristo, lo strumento della vittoria del Signore sul peccato e sulla morte.
Ma stare sulla barca con Gesù significa anche affidarsi alla Chiesa, entrare nel cammino di salvezza che Cristo ci ha donato. Scrive Sant’Agostino: «Poiché se nella barca corriamo pericoli, fuori della barca andiamo incontro a una morte sicura. In realtà, per quante forze abbia nei muscoli delle braccia chi nuota nel mare, talora, sopraffatto dal mare grosso, viene inghiottito dalle onde e affoga. È necessario quindi che siamo nella barca, cioè siamo portati sul legno per essere in grado di attraversare questo mare» (Discorso 75).
Signore Gesù non lasciare mai che, illusi dalle false promesse del mondo, pensiamo di poter avere una vita felice senza di Te.




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