Cristiana Dobner Commento XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Domenica 30 Agosto (DOMENICA – Verde)
XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Ger 20,7-9   Sal 62   Rm 12,1-2   Mt 16,21-27

di Cristiana Dobner🏠home

Il primo annuncio di Gesù crea scompiglio, disagio … gli altri due non faranno che approfondire il solco…
Doveva non suggerisce l’ineluttabile, quanto non si può in alcun modo evitare ma quella dimensione inedita che, ancora, i discepoli non hanno compreso: il misterioso disegno del Padre.
Il colpo è talmente forte che non ne colgono la conclusione: doveva risuscitare il terzo giorno, indubbiamente passando per la passione e la morte ma trasfigurandole in un esito di Luce perenne.
Si avverte ancora l’eco della grande confessione di Pietro e già la Pietra si dimostra solo pietra, per di più su cui si inciampa.
Perché Pietro/Pietra diventa pietra?
Perché osa prendere in disparte Gesù e dirgli: Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai?
Affetto? Distruzione di un progetto messianico coltivato in modo erroneo?
Egli vede la sconfitta che pesa sulla sua propria vita, non si lascia cogliere dalla Luce che il Risorto donerà.
La Pietra su cui sarà edificata la chiesa, viene apostrofato, redarguito dal Maestro.

Dietro di me: al tuo posto! Capovolgi la tua mentalità acquisendo la mia.

Gesù con la stessa espressione aveva imposto il silenzio ai demoni e placato la tempesta del lago agitato. Egli censura Pietro, in quel momento solo pietra, chiedendogli di sottomettersi: cambia posizione: mettiti dietro non davanti, tu nemico del piano del Padre.

Tu scandalo: non sai dare ai tuoi pensieri l’orientamento corretto.

Pietro pietra per poter diventare Pietro Pietra deve spogliarsi del proprio io, Gesù si esprime con un imperativo secco: Va dietro a me!
Gesù accetta il disegno del Padre: ubbidisce.
Si rovescia così la logica umana, il dono della vita di Gesù consente di andare dietro a Lui, di procedere come Lui.
Tre significativi verbi scandiscono l’invito:

Rinnegare: tipico del linguaggio forense, quando si voglia rifiutare di difendere.

Prendere la strada della croce: quella che non si sceglie ma, come Gesù, la si riceve dalla mano del Padre.

Seguire: accettare di correre il rischio quando si profila una strada tanto ardua quanto quella di Gesù in cammino verso l’obbrobrio della croce, dileggiato fra due ali di folla. Egli però si carica del patibolo e sfila.

I verbi sono tutti assunti dall’ambito commerciale, indicano il girare del denaro, dei guadagni, dell’accumulo. L’utile per l’utile che conduce al disutile.
La mentalità del profitto è messa in scacco matto, in bancarotta assoluta. Non solo le casse sono vuote ma neppure più ci sono le casse. Rovina compiuta.
Che cosa salva? Nulla.
Esiste solo CHI salva. L’uomo Dio per noi inchiodato sul legno.
Allora la vita, l’esistenza, quella nostra che sperimentiamo, non è da salvare ma da buttare.
Come però sprecarla?
Leggiamo in Dilexi te:

Pertanto, è compito di tutti i membri del Popolo di Dio far sentire, pur in modi diversi, una voce che svegli, che denunci, che si esponga anche a costo di sembrare degli “stupidi” (97).

Se si accetta di essere considerati stupidi da chi impegna la propria esistenza nel far circolare denaro, nell’accumularlo, nel creare fortune multimiliardarie mentre ben sappiamo come l’indigenza, la povertà, la fame, attanaglino tanti nostri fratelli e sorelle, allora si viene stagliando quella strada che Pietro/pietra non coglieva ma che, grazie, all’esempio di Gesù, Pietro Pietra ha saputo poi percorrere ed invitare tutti noi, davvero, stupidi a seguirLo.
Lo splendore traspare dalla Croce, tutta la vita quindi verrà riletta e plasmata dal mistero:

amen

Ecco la solenne conclusione di compimento che porterà alla luce del Tabor e del Risorto.


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