Francesco Botta Commento XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Two women embracing emotionally on a historic village street

Domenica 6 Settembre (DOMENICA – Verde)
XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Ez 33,1.7-9   Sal 94   Rm 13,8-10   Mt 18,15-20

di Francesco Botta🏠home

La pagina di vangelo di questa domenica è tratta dal capitolo diciotto di Matteo, capitolo dedicato al discorso sulla comunità. Gesù afferma di essere presente nella comunità, in mezzo a fratelli e sorelle che cercano di condividere la vita, di crescere insieme, di volersi bene. Si tratta di un vangelo che porta la nostra attenzione sulle relazioni all’interno delle nostre comunità. La buona novella ci raggiunge oggi in una parte fondamentale della nostra esistenza: il rapporto con chi abbiamo accanto.

Il punto di partenza del brano è “tuo fratello”. Il modo in cui Gesù chiama colui che abbiamo accanto è “fratello”, con tutto il carico che comporta questo nome. Il fratello condivide con te l’essere figlio. Si è figli insieme e si è destinatari di un amore che sgorga dalla stessa fonte e che chiede di essere messo in movimento… un amore che non può essere arrestato. Questo chiede Gesù: un amore che non si arresta. Leggendo attentamente il brano, ci si rende conto che nelle parole del Maestro vi è un’insistenza a voler fare di tutto per recuperare il fratello, anche quando è in torto, anche quando ha fatto del male nei tuoi confronti. L’amore che propone Gesù è un amore che supera la logica del torto. È un amore che va alla ricerca, che fa di tutto per recuperare e ricostruire, che non si arresta, quell’amore che ha generato te e tuo fratello. Come possiamo ascoltare dalle parole di Gesù, non vi è giudizio o condanna, ma amore che recupera e perdona, che va alla ricerca e che desidera il ritorno.

È sconvolgente la proposta del Maestro. Non è chi ha sbagliato a dover tornare indietro per chiedere perdono, ma è chi ha subìto il torto ad andare alla ricerca del fratello. È contro ogni logica e contro ogni nostra idea di giustizia. Non si capisce finché non se ne fa esperienza. È quello che succede quando un figlio fa una scemenza grave e tu lo vai a cercare comunque. Quando una persona a cui tu tieni fa del male, ma tu lo vai a trovare e cerchi di parlarci e starci insieme. Gesù chiede di non fermarsi, di fare di tutto per voler bene, anche quando non conviene, anche quando è a senso unico. L’ultimo passaggio che propone Gesù non è smettere di amare, ma amare anche quando non c’è ritorno. Lo statuto della comunità cristiana che Gesù consegna è basato sul perdono e sull’amore vicendevole, anche quando è difficile e anche quando non conviene.

La conclusione del vangelo consegna un messaggio di particolare importanza: ‹‹in verità io vi dico ancora: se due di voi si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà›› (Mt 18,19). Il verbo usato da Matteo (mettersi d’accordo) in greco è “sumfoneo” che ricordo la parola sinfonia. In una sinfonia ciò che viene fuori è il frutto di tanti strumenti e di tante note. Nelle nostre comunità dovremmo imparare a suonare insieme la sinfonia della carità, in cui ciascuno cerca di suonare lo spartito del vangelo con il proprio strumento, accordandosi con il fratello e la sorella. Tutto questo è molto spesso difficile, perché i nostri rapporti sono feriti, danneggiati, sofferti. Ma il vangelo che abbiamo ascoltato ci spinge ad affrontare tutto questo e a non scappare, a non ritirarci. Ciascuno è responsabile della comunità ed è lì che Gesù Risorto manifesta la sua presenza: ‹‹perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro›› (Mt 18,20).

Un ultimo aspetto del vangelo che è importante cogliere è il legame terra/cielo che emerge dalle parole di Gesù. Il perdono, espressione massima dell’amore, rende eterno ciò che noi viviamo qui. Lo sguardo al quale Gesù educa è uno sguardo che non ha confini di tempo e di spazio. La nostra umanità incarnata in questa storia e in questo tempo ha un valore che supera ciò che noi possiamo conoscere e tenere sotto controllo. Gesù parla di terra e di cielo e lo fa senza separarli, ma leggendoli insieme. Il vangelo ci spinge a vivere la carità e a impegnare tutta la nostra vita a praticarla con dedizione totale, per amore suo e per amore dei fratelli e delle sorelle.


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