fra Damiano Angelucci”L’uomo non è un’isola”

People socializing at outdoor tables beside a stone Bar Centrale building

Domenica 6 Settembre (DOMENICA – Verde)
XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Ez 33,1.7-9   Sal 94   Rm 13,8-10   Mt 18,15-20

di fra Damiano Angelucci🏠home

Un proverbio abbastanza conosciuto dice che “vox populi, vox Dei”, (= la voce del popolo è la voce di Dio). Qualcosa di vero c’è. Ma per chi si mette alla scuola del Vangelo di Cristo Signore, non basta pensare che l’opinione della maggioranza corrisponda più o meno alla verità (cosa non sempre verificata) ma avere consapevolezza che Gesù ha scelto di rendersi presente in modo intensivo nella comunità dei suoi amici, al di là dei limiti geografici o temporali.

Tutti quegli uomini che riconoscono i sette sacramenti, il Credo e l’autorità dei Pastori (i Vescovi) della Chiesa, uniti col Vescovo di Roma, questi costituiscono la comunità di Cristo, la Chiesa alla quale Gesù si è affidato, sia prima della sua Pasqua (come nel brano di oggi), sia nelle sue apparizioni post-resurrezione.

Alla domanda: “Chi è il Capo della Chiesa?”, noi continueremo a rispondere – almeno noi cattolici – “Cristo Gesù”, senza tentennamenti, né esitazioni. Gesù è vivo, è risorto…o almeno così dovremmo credere. Ma il vangelo di oggi ci ricorda che la sua presenza avviene in modo velato, in modo da non abbagliare la nostra libertà. Gesù ce lo ha ripetuto: “Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.

La mediazione della Chiesa avviene anche quando un Consiglio pastorale di una Parrocchia riflette sul cammino da fare, ma anche quando una comunità religiosa è riunita per occuparsi del disagio di un suo membro. Poi un’assemblea cristiana si può sbagliare nelle sue scelte pratiche. Anche un Vescovo, o un pontefice possono sbagliare nel trattare una questione disciplinare, o nell’affidare un incarico a qualcuno. Anche i cardinali riuniti in Conclave, potrebbero sbagliare nell’eleggere un papa, ma noi crediamo che il Signore passerà comunque anche attraverso quella decisione malsana. Spesso, probabilmente, i cristiani hanno ritardato il cammino del Regno di Dio nella storia, ma quegli uomini che, pur dovendo sopportare le conseguenze di scelte errate, hanno custodito la comunione fraterna, comunque vivranno l’azione dello Spirito di Dio nella vita personale. Veramente, è impressionante quanto i cristiani, a iniziare da noi pastori, sottovalutano il valore e il potenziale di evangelizzazione della comunione fraterna. E allora concludo con un altro proverbio, che invece è senz’ altro sempre verificato e verificabile. “Se vuoi andare veloce, vai da solo; se vuoi andare lontano vai con i fratelli”.


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