Domenica 13 Settembre (DOMENICA – Verde)
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Sir 27,33-28,9 Sal 102 Rm 14,7-9 Mt 18,21-35
di Luigi Spada🏠home
Anche in questa 24esima Domenica del Tempo ordinario la Parola di Dio ci invita a riflettere sul tema del perdono e della misericordia.
Al centro del Vangelo di Matteo abbiamo la domanda di Pietro e il suo tentativo umano di risposta, corretto immediatamente dalla Parola di Gesù con la relativa spiegazione nel racconto della parabola.
«Signore, quante volte devo perdonare un fratello quando ricevo un’offesa?». La risposta di Gesù: «Sempre». Ma ecco il racconto della parabola che si presenta in due quadri ben distinti.
Primo quadro: un tale (non ha volto, nome o professione) sappiamo solo che è sposato con figli e che si è molto indebitato: 10mila talenti, una cifra impossibile da recuperare. Inizialmente la risposta del re è legata alla giustizia: venga venduto lui, la moglie e i figli, venga ridotto in schiavitù. Ma ecco la svolta: la supplica, la preghiera che già in partenza dice impossibilità a realizzarsi, scalfisce il cuore del re: «Ne ebbe compassione» e il miracolo si compie. Il perdono, il condono del debito viene concesso.
Siamo di fronte a un atto di carità gratuito. Il perdono è vero e autentico solo quando parte dal profondo delle viscere, nasce dal cuore.
Secondo quadro: un compagno dell’amico perdonato gli deve 100 denari (una cifra comprensibile e possibile da saldare). La giustizia come nel primo caso è la risposta immediata, ma di fronte alla supplica e alla preghiera dell’amico non segue un atto di gratuità, bensì il carcere. Il compagno viene posto nell’impossibilità di saldare anche una cifra di poco conto, irrisoria. La giustizia non arriva alla misericordia, non arriva al perdono.
La conclusione è lasciata alla nostra riflessione. Come agisce Dio nei nostri confronti? Come dovremmo agire noi nei confronti dei nostri simili? Dio agisce come il mare. Il mare non scolpisce con la violenza. Scolpisce con la pazienza. Un’onda. Poi un’altra. Poi mille. Poi milioni.
Lentamente. Così lavora anche Dio. Noi vorremmo cambiare subito. Vorremmo guarire in un giorno.
Vorremmo diventare santi in una settimana. Vorremmo che il dolore finisse immediatamente. Dio, invece, lavora come il mare. Con una pazienza infinita. Non forza. Forma. Non spezza. Trasforma. Quante volte guardiamo la nostra vita e vediamo soltanto i graffi. Lui vede già l’opera finita.




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