padre Paul Devreux Commento XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Domenica 27 Settembre (DOMENICA – Verde)
XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Ez 18,25-28   Sal 24   Fil 2,1-11   Mt 21,28-32

di padre Paul Devreux🏠home

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: Gesù sta parlando alle persone religiosamente più ragguardevoli. Quelli che si sentono a posto e nel giusto, meritevoli di stima da parte di Dio e del popolo.

«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Strano! Normalmente, sapendo che quest’uomo rappresenta Dio Padre, il figlio è solo uno, ed è Israele, come per noi oggi è la chiesa. Ma chi è il secondo?

Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. La settimana scorsa abbiamo parlato di servi. Oggi parla di figli, quindi eredi, chiamati a lavorare nella loro vigna. A ognuno di noi Dio fa questa proposta, ognuno con le proprie capacità. Si tratta di lavorare per costruire il regno di Dio dove viviamo, rendendolo bello, oggi.

Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E io, cosa rispondo? Dipende. Se capisco chi è che me lo chiede e sono convinto che certamente lo fa per il mio bene, collaboro volentieri. Se penso di avere davanti un Dio esigente e che mi vuole strumentalizzare per il suo progetto, dico di sì, ma appena posso mi defilo. È normale. Quindi tutto dipende dalla mia conoscenza e dall’idea che mi sono fatto del Padre. Da come vivo questa relazione. Ma questo vale anche per le persone importanti per me; il vescovo, il marito, la moglie, i colleghi di lavoro. Da questo dipende il vivere in un paradiso o in un inferno. Ma la relazione più importante, che può aiutarmi a migliorare tutte le altre, è quella con il Padre; Dio Padre Nostro.

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli». Qui si capisce meglio chi è questo secondo figlio, che mi passa avanti nel regno di Dio. È quello cattivo, peccatore, cosciente di non meritare nulla. Mi passa avanti perché quando scopre l’amore di Dio, capisce che è gratuito e il suo cuore si riempie di gratitudine. Invece, chi si sente apposto, pensa di meritarsi la stima e l’affetto, pensa di essersela guadagnato e di conseguenza ha una relazione molto diversa con Dio e anche con gli altri. Il peccatore, cosciente di esserlo, non giudica nessuno e ringrazia per tutto ciò che riceve. Scoprendo l’amore di Dio può riuscire a mettere in pratica ciò che ci dice San Paolo nella lettera ai Filippesi che abbiamo letto oggi: “Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù”. Signore grazie.
Buona domenica.


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