Giacomo Poretti”Il marito tifoso che piacerebbe a Gesù”

Man washing a bowl at the kitchen sink

Domenica 27 Settembre (DOMENICA – Verde)
XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Ez 18,25-28   Sal 24   Fil 2,1-11   Mt 21,28-32

di Giacomo Poretti🏠home

La parabola dei due fratelli a cui viene richiesto dal padre di andare a lavorare la vigna sembra di facile interpretazione: il primo dice no d’istinto e poi va, il secondo — verrebbe da dire fannullone e probabilmente “maranza” — dice sì ma continua a rollarsi una canna e a scrollare Instagram.

È evidente che Gesù usa l’arte della provocazione per stanarci dal nostro formalismo. Verrebbe da pensare che Gesù abbia la stessa sottigliezza psicologica delle nostre mogli quando ci chiedono di mettere i piatti nella lavastoviglie e di portare la spazzatura nel bidone apposito: «Ma che barba, sto vedendo la partita, siamo sotto di due gol!», direbbe il marito poco collaborativo. «Sì amore!», sarebbe la risposta del marito disponibile a parole ma che poi farebbe crescere una colonia di batteri velenosi sui piatti.

Quindi che ve ne pare? Non c’è da fidarsi dei mariti? Sicuramente di quelli che promettono ma poi non mantengono. Quanti mariti sono così? A quanti mariti, a quante persone interessa solo formalmente essere impegnati in un obbiettivo? A quante persone, anche nel percorso di fede, interessa solo l’adesione formale ma senza dare seguito alla concretezza dell’agire? A Gesù non sono molto simpatiche queste persone, questi atteggiamenti e infatti si inalbera così tanto fino a dire che le prostitute passeranno davanti alle persone bugiarde e formali nel Regno di Dio.

E il primo marito? Quello che non ne voleva sapere di sparecchiare? Che se ne stava sul divano a imprecare verso la propria squadra che stava perdendo? A un certo punto accade l’inaspettato: si alza dal divano e mette le pentole e i piatti sporchi nella lavastoviglie. La moglie sulle prime pensa che sia stato colto da un malore, gli misura la febbre. «È tutto a posto?», gli chiede se ha digerito e lui risponde di sì.

È la prima volta che si alza dal divano durante una partita di calcio della propria squadra. Cosa gli è successo? Frutto del senso di colpa, di una riflessione, addirittura di una conversione? La moglie è felice, le sembra di avere intorno un marito nuovo, poi gira lo sguardo verso il televisore e vede che la partita è finita e la squadra di suo marito ha ribaltato il risultato.

Ma chi siamo noi per giudicare un marito tifoso? Come possiamo azzardarci a valutare se il suo ravvedimento è avvenuto prima o dopo la vittoria della sua squadra. Pensiamoci: a volte siamo tutti tifosi, anche se non tifiamo. 


Rispondi

Scopri di più da #InCammino

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere