Figlie della Chiesa lectio XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Four workers handpick grapes in a sunlit vineyard with rolling hills

Domenica 4 Ottobre (DOMENICA – Verde)
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Is 5,1-7   Sal 79   Fil 4,6-9   Mt 21,33-43

di Figlie della Chiesa🏠home

Gesù ci racconta anche questa domenica una parabola (presente in tutti e tre i vangeli sinottici con elementi comuni e anche qualche differenza); una parabola che parla del Regno attraverso l’immagine della vigna. Una vigna amata e curata; e la sua vicenda riguarda proprio la vita di Gesù.

Al suo tempo, coltivare una vigna era un’attività agricola fondamentale, che comportava un assiduo lavoro; in particolare la potatura dei tralci, per avere una buona produzione di uva e quindi di vino. Generalmente i vigneti si trovavano sulle colline e su terrazzamenti precedentemente ripuliti dai sassi e protetti da muretti a secco o da siepi protettive. Per difendere il raccolto, venivano costruite anche torri di guardia. Il vino, infatti, era un alimento che non doveva mai mancare a tavola, soprattutto nelle feste, perché simbolo di gioia.

La parabola ci presenta quindi il padrone della vigna come una persona che la cura con grande amore, personalmente: La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio, costruì una torre… tutti elementi che rendono questo terreno ben curato quasi un giardino.

Fatto tutto questo lavoro, il padrone affida la sua vigna a contadini esperti, che sono chiamati a gestire e avere cura della piantagione; dona loro tutta la sua fiducia, li lascia liberi di organizzarsi e si fida totalmente di loro, al punto che se ne va lontano.

Tale affidamento incondizionato della vigna dice un rapporto amorevole e non possessivo del padrone; i vignaioli sono chiamati ad amministrare un bene verso il quale sanno che il padrone ha molta attenzione, ma che contemporaneamente si sente libero nei confronti della sua proprietà

Questo atteggiamento è molto significativo e ci mostra anche l’esperienza che Dio vuole fare con noi. Egli crede profondamente nella nostra libertà e lascia che, così come siamo capaci, costruiamo questo mondo, che ci ha affidato come un giardino da custodire, coltivare e rendere più umano.

Con l’immagine della vigna Gesù vuole far comprendere ai suoi ascoltatori, specialmente ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo, qual è il giusto rapporto di alleanza di Dio con il suo popolo; però è costretto anche a denunciare il loro peccato, perché da amministratori si sono fatti padroni.

Dio, infatti, si era scelto un popolo, aveva stretto con lui un patto di alleanza e lo aveva affidato a guide che dovevano aiutarlo a custodire tale alleanza. Le guide invece si erano dimostrate non idonee al loro compito; allora Dio aveva inviato i profeti per richiamare il popolo alla fedeltà, ma essi non vennero ascoltati; e alla fine, quando decise di mandare suo Figlio nella speranza che fosse accolto, lo vedeva rifiutato e ucciso.

La parabola pone i capi del popolo di Israele dinanzi alle loro gravi responsabilità; mostra che si sono comportati come i vignaioli infedeli e annuncia loro che saranno chiamati a rendere conto del loro operato e che la vigna sarà loro tolta e consegnata ad altri.

Possiamo intravedere qui la passione del Signore.

Ma dobbiamo anche avere il coraggio di ammettere che quei vignaioli spietati, che hanno messo a morte Gesù, potremmo essere anche noi…

La parabola pertanto denuncia certamente la condotta dei contemporanei di Gesù, ma mette sotto i nostri occhi l’atteggiamento indifferente e ostile che anche noi possiamo mostrare davanti all’azione di Dio, nonostante la sua costante premura nei nostri confronti. Egli, infatti, continua a inviare anche oggi persone che potrebbero aiutarci a dare frutto, ma anche noi abbiamo purtroppo la triste possibilità di rifiutarle.

Dio, come il padrone della vigna, è buono con noi; davanti ai nostri errori continua ad amarci, ci aspetta sempre per donarci il suo abbraccio di perdono. È nostro compito restituirgli i frutti buoni che ha voluto affidarci e collaborare al bene della sua vigna prediletta, la Chiesa.

Domande per la riflessione personale:

  • Sento questa parabola rivolta anche a me?
  • Sento la cura di Dio verso di me?
  • Quali frutti posso portare?

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