Domenica 19 Aprile (DOMENICA – Bianco)
III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
At 2,14.22-33 Sal 15 1Pt 1,17-21 Lc 24,13-35
di padre Paul Devreux🏠home
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] Cioè la domenica di Pasqua, due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Grande il Signore che non s’impone mai. Prima cerca la relazione e ci aiuta a manifestare tutto quello che abbiamo dentro.
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, Notiamo che solo uno dei due ha un nome. Questo fa sottintendere che l’altro siamo noi, con tutte le nostre domande e incertezze. gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; E questo è il grosso problema: sognavano un messia forte e potente e questo li ha accecati e ora sono delusi. Quante volte sento dire anche oggi: “Se Dio ci fosse, non premetterebbe certe sofferenze e ingiustizie!”, segno che si continua a sognare un Dio diverso da quello che Gesù ci rivela. Sogniamo un idolo porta fortuna che effettivamente, alla prova dei fatti, non esiste.
con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». E il Dio che stanno sognando non lo vedranno mai, perché non c’è.
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Bello scoprire che l’ascolto delle Sacre Scritture ci può scaldare il cuore e fare scoprire un Dio che non avevamo immaginato, per il semplice fatto che abbiamo tendenza a desiderarlo a nostra immagine e somiglianza, magari un po’ poi potente e forte, ma a nostra immagine e somiglianza, mentre è vero il contrario.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Un Dio che entra solo se lo invitiamo; l’avreste immaginato?
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Gesù ha spezzato e condiviso il pane, cioè se stesso. È risorto per ridarci subito la vita, il suo tempo, la sua attenzione, camminando con noi, ascoltandoci, riscaldandoci il cuore con la sua parola, con le scritture. Gesù continua volentieri anche oggi a manifestarsi a chiunque gli lo chieda, come questi due discepoli che camminano parlando di lui con nostalgia.
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Unico vangelo che parla di questa apparizione di Gesù da solo con Simone. Probabilmente Simone era ancora molto amareggiato per il suo rinnegamento e per la scelta di Gesù di consegnarsi. Non vuole vedere nessuno, tanto meno Gesù e se ne sta chiuso da solo in camera. Provate a ricostruire quest’incontro e ripensate a quante volte Gesù è venuto a ripescarci anche a noi. Buona contemplazione. Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Buona Pasqua.




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