Don Paolo Zamengo”La fame di Dio”

I domenica di Quaresima – anno A – 2020

La fame di Dio Mt 4, 1-11
Ci è capitato raramente di patire la fame. Oggi non la subiamo più e abbiamo
la fortuna di poterla eventualmente scegliere. Ma perché scegliere la fame?
Spesso una dieta severa ci viene imposta per motivi di salute. Oppure
digiuniamo per tenere in forma il nostro corpo, per migliorare le prestazioni
sportive. Questi digiuni sono finalizzati al raggiungimento di un obiettivo. Ma questi digiuni non
riguardano Gesù
Altre forme di digiuno hanno un legame con la vita cristiana. Per esempio, se limitiamo le spese
per essere in grado di donare qualcosa ai poveri o se digiuniamo per solidarietà, per sperimentare
la fatica di tanti veri affamati nel mondo ed essere in comunione con loro.
Ma queste ragioni, per quanto nobili, non esauriscono il mistero del digiuno. Gesù ha digiunato
semplicemente per avere fame. Perché? Perché la fame sconvolge, ci tocca in profondità, non solo
nel corpo ma anche in quello che noi chiamiamo il cuore, lo spirito. La fame ci attacca, ci prova e
ci colpisce, ci tramortisce in qualcosa che, fino a quel momento, credevamo inattaccabile.
La fame crea un vuoto, la fame spalanca davanti a noi una voragine che può portarci alla
vertigine. Per questo il digiuno e la fame quaresimale hanno senso solo se cambiano qualcosa in
noi, se ci scuotono e ci portano a una revisione di vita, che noi cristiani chiamiamo conversione.
Perché ciò che viene provocato dalla fame non ha nulla di gioioso né di gratificante.
Dalla porta della fame le tentazioni si insinuano anche nel cuore di Gesù che è stato condotto dallo
Spirito nel deserto proprio per essere tentato. Il diavolo fa leva sullo stato di debolezza e
prostrazione di Gesù.
C’è una fragilità provocata dalla fame che ci fa temere di morire. Non si digiuna mai impunemente.
La fame risveglia appetiti sconvolgenti. Dietro e dopo la fame altre tentazioni e altri desideri
cercano spazio anche in Gesù: la tentazione del successo facile, la ricerca della gloria terrena, la
brama di potere e la sensualità in tutte le sue forme.
Il digiuno fa traballare ogni difesa e spalanca tutte le porte. Il digiuno ha un prezzo molto alto. Le
tentazioni subite da Gesù riassumono i grandi inganni della nostra vita. Gesù non elimina le
tentazioni ma ci aiuta ad attraversarle perché la tentazione è il banco di prova della nostra libertà.
Solo chi è libero è tentato, solo chi è libero sceglie.
Con il digiuno accettiamo, come Gesù, il rischio di aprire la porta del cuore al vortice dei desideri
mortali. Ma il digiuno quaresimale ha anche la forza di condurci su un altro versante, diritto e
luminoso, che è in noi. Vivere è scegliere.
La Quaresima mi conduce a trovare la luce e la forza per le nostre scelte. La luce sta nella forza
degli ideali quando ricordiamo il Vangelo a noi stessi e ci ripetiamo amori e valori. “Sta scritto”.
Dal vangelo nasce la forza con cui il Forte ci prende il cuore. E ci innamoriamo di Dio.
Supera la tentazione chi approda sul versante di un più grande desiderio, la fame e la sete di Dio.
Dio desidera essere desiderato. Dio ha fame di noi e sa che anche noi abbiamo fame di lui,
perdutamente.
Nel deserto della quaresima mi oppongo a tutto ciò che mi fa morire. La tentazione è sempre una
scelta tra due amori. Quale è il mio?

Classificazione: 1 su 5.

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