ROMANO GUARDINI MEDITAZIONE

2.a Domenica di Quaresima – Anno A

MEDITAZIONE

Si sarebbe tentati di considerare tutto ciò come una visione. Cosa che non sarebbe inesatta, se per visione si intende il modo particolare in cui viene compresa la storia, se si vuole dire che avviene qui una cosa che sfugge all’esperienza umana, con tutto il mistero e l’inquietudine che un tale intervento può suscitare. Il carattere dell’apparizione, di per se stesso, parla in questo senso: la “luce” non appartiene al mondo normale, ma alla sfera interiore, è una luce pneumatica. O ancora la “nube”: non ha niente a che vedere con un fenomeno atmosferico conosciuto, ma rappresenta una cosa per la quale non esiste un’espressione soddisfacente. È una luce che vela, un’apparizione celeste che resta inaccessibile. La sua subitaneità, infine, ha la caratteristica della visione: nello stesso modo in cui i personaggi sono là all’improvviso, essi scompaiono e si sente quindi tutto il deserto di un luogo terrestre abbandonato dal cielo. Ma “visione” non significa nulla di soggettivo, non è un’immagine da noi creata, ma un modo di comprendere una realtà più alta – così come l’esperienza dei sensi rappresenta il modo in cui si percepisce la realtà fisica quotidiana. Non solo questo avvenimento è proprio a Gesù, e avviene a lui, ma emana allo stesso tempo da lui. Esso è rivelazione del suo essere. Quello che qui si manifesta non è la magnificenza del solo spirito, ma quella del corpo trasfigurato dallo spirito, del corpo nello Spirito, dell’uomo. Non la sola magnificenza di Dio, né quella del cielo che si apre, né quella della sola gloria del Signore, come al di sopra dell’arca dell’alleanza, no, è la magnificenza del logos divino nel Figlio dell’uomo. È l’arco fiammeggiante. L’unico ineffabile. La vita oltre la vita e la morte: vita del corpo, ma che ha la sua origine nello Spirito; vita dello Spirito che ha la sua origine nel logos; vita dell’uomo Gesù, che ha la sua origine in quella del Figlio di Dio.

ROMANO GUARDINI

DALLE LETTERE DI SAN PIO DA PIETRELCINA,”PIETRE DELL’ETERNO EDIFICIO”

Dalle lettere di san Pio da Pietrelcina, sacerdote(Edizione 1994: II, 87-90, n. 8).Pietre dell’eterno edificio     Con ripetuti colpi di salutare scalpello e con diligente ripulitura l’Artista divino vuole preparare lepietre con le quali costruire l’edificio eterno. Così canta la nostra tenerissima madre, la santa Chiesa Cattolica, nell’inno dell’ufficio della dedicazione della chiesa. E…

Giorgio Scatto”Compiere effettivamente la volontà del Padre”

Domenica 27 Settembre (DOMENICA – Verde)XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)Ez 18,25-28   Sal 24   Fil 2,1-11   Mt 21,28-32 di Giorgio Scatto -Valerio Febei e Rita -Monastero Marango🏠home “Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: «Figlio, oggi va a lavorare nella vigna» Ed egli rispose: «Non ne ho voglia». Ma poi si pentì e…

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