DON MATTEO CASAROTTO”Ad occhi aperti?”

IV di Quaresima

Dalla cecità alla vista, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita: è questo l’itinerario pasquale che il Signore ci propone. Nella grande Veglia, ormai vicina, ne faremo esperienza con i nostri sensi: in una chiesa tutta buia una fiamma brillerà, mentre acclameremo: «Cristo, luce del mondo»; e pian piano tutto lo spazio verrà illuminato, risplenderà come in pieno giorno.

Solamente una cosa ci viene chiesta per prendere parte al mistero: riconoscere, con umiltà e gratitudine, che è Dio a operare; a noi è chiesto di stupirci e metterci in ricercaquesta è l’opera di Dio. Offrire uno sguardo nuovo sulla vertiginosa profondità del mondo, alimentare una vita che arde ma non si consuma: così Dio opera in noi. Gratuitamente. Il suo agire ci accarezza, come lo sguardo di discreta e delicata compassione che un giorno si posò sul cieco nato; e da mendicanti ci trasforma in figli.

Ma noi abbiamo la possibilità di rifiutare l’opera di Dio in noi. C’è qualcosa di più oscuro dell’ignoranza, della non consapevolezza: è la chiusura. Il Vangelo smaschera la radice profonda di questo atteggiamento. Si tratta dell’idolatria, dello scambiare il Dio vivente, amante della vita, con l’immagine che di lui ci siamo fatti, o con le tradizioni che invece di custodire la fede pretendono di esaurirla.

Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». (Giovanni 9,16)

Rimanere chiusi a Dio in nome di dio, del nostro dio: questo è il dramma reso manifesto dalla luce che è Cristo. il dramma: essere ciechi e dire di vedereNoi possiamo restare ad occhi chiusi e dire di vedere. Oppure comprendere di non scorgere ancora il volto del Vivente e di aver bisogno di essere raggiunti da lui.

In una rinnovata disponibilità, impareremo a riconoscere il modo con cui Dio ci viene incontro e ci guarisce. Non pretendendo di parlare solo alla nostra testa, ma facendo risuonare la nostra sensibilità. eppure Dio ci raggiunge nella nostra concretezzaRaggiungendoci nella nostra concreta esistenza. Per condurci a un’immersione sempre più profonda nella sua vita, di cui il Battesimo è simbolo. E alla grata consapevolezza, finalmente ad occhi aperti: «Credo, Signore!».

Fonte:http://www.twittomelia.it/


DALLE LETTERE DI SAN PIO DA PIETRELCINA,”PIETRE DELL’ETERNO EDIFICIO”

Dalle lettere di san Pio da Pietrelcina, sacerdote(Edizione 1994: II, 87-90, n. 8).Pietre dell’eterno edificio     Con ripetuti colpi di salutare scalpello e con diligente ripulitura l’Artista divino vuole preparare lepietre con le quali costruire l’edificio eterno. Così canta la nostra tenerissima madre, la santa Chiesa Cattolica, nell’inno dell’ufficio della dedicazione della chiesa. E…

Giorgio Scatto”Compiere effettivamente la volontà del Padre”

Domenica 27 Settembre (DOMENICA – Verde)XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)Ez 18,25-28   Sal 24   Fil 2,1-11   Mt 21,28-32 di Giorgio Scatto -Valerio Febei e Rita -Monastero Marango🏠home “Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: «Figlio, oggi va a lavorare nella vigna» Ed egli rispose: «Non ne ho voglia». Ma poi si pentì e…

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