don Roberto Seregni“Il Signore è il tuo custode”

mercoledí, 18 Marzo 2020

Carissimi amici,
in Perú siamo al terzo giorno di quarantena. Qui a Carabayllo si sentono solo i galli cantare e il ronzio di qualche televisione. Quest’anno il cammino quaresimale si fa ancora piú intenso, ci spoglia di tutto per farci prendere coscienza della nostra fragilitá e precarietá.   Quante volte lo abbiamo detto: “Siamo nelle mani di Dio”, ma solo ora, forse, ne comprendiamo il vero significato.
Questa mattina ho pensato di condividere una breve riflessione sul Salmo 121. Spero che vi aiuti e vi accompagni in questi giorni di ritiro.

Prima di tutto vi invito a pregare questo testo con calma, lentamente, sorseggiando ogni parola.

 Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
2 Il mio aiuto viene dal Signore:

egli ha fatto cielo e terra.

3 Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
4 Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele.

5 Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra e sta alla tua destra.

6 Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.
7 Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.

8 Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

Il Salmo inizia con una domanda aperta: Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?” (v.1)Non si dice a cosa serva questo aiuto, l’interrogativo è aperto, generale. L’uomo per vivere ha bisogno di aiuto, non basta a sé stesso, non si completa da solo.  L’uomo è un completo incompleto.  É l’autore che immediatamente dà la risposta: “Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra” (v. 2).
Tutto il Salmo è una presentazione poetica e dolcissima dell’attenzione di Dio verso l’uomo, della cura intima e personale che l’Altissimo ha per ciascuna delle sue creature.

Al centro del Salmo, al versetto 5, c’è l’immagine bellissima che presenta Dio come il custode, anzi: il tuo custode. Questa centralità non è solo spirituale o teologica, ma anche strutturale. Nel testo ebraico l’affermazione “Il Signore è il tuo custode” si trova nel punto centrale, preceduta e seguita da 58 sillabe. Cosí come fa il salmo, proviamo anche noi a vivere questi giorni faticosi e pieni di paure mettendo al centro il Dio custode fedele che Gesú ci ha rivelato: “Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla sua mano.” (Gv 10,29). Siamo nella sua mano. Non esiste luogo piú sicuro.

Attenzione: il Salmo non dice che il Signore è custode, ma il tuo custode. La sua attenzione non è generica o superficiale. Dio si prende cura di te, proprio di te, in modo unico e personale. Mi torna alla memoria il discorso sul buon pastore nel Vangelo di Giovanni: “Il Padre chiama le pecore una a una,… conosce le sue pecore… e offre la vita per loro.” (Gv 10, 3.14-15). Chissà, forse quando Gesù ha fatto questo discorso aveva in mente proprio il Salmo 121…

Il salmo ci presenta il volto paterno e materno di Dio.
Come un padre premuroso Dio cammina davanti a te e ti sistema il sentiero per non farti inciampare: “Non lascerà vacillare il tuo piede” (v. 3).
Come una madre veglia a fianco del lettino di suo figlio, così Dio veglia nella notte per proteggerti: “non si addormenterà il tuo custode. Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele” (v. 4).
Di giorno e di notte Dio sta con te, non ti molla nemmeno un secondo. Il suo amore è completo: con la forza di un padre e la tenerezza di una madre. Che meraviglia!

C’è ancora una immagine molto bella che vorrei sottolineare. Il versetto 7 dice: “Il Signore è la tua ombra” (v.7). Questa immagine è il simbolo della protezione e della cura di Dio e richiama l’esperienza dell’Esodo, quando una nuvola tracciava nel cielo il percorso del popolo nel deserto e mitigava l’ardore del sole: “Jahweh marciava alla loro testa di giorno come una colonna di nubi per guidarli sulla via da percorrere” (Es 13,21).
Un altro salmo dice: “Proteggimi all’ombra delle tue ali” (Sal 17,8) e penso sarebbe proprio bello chiedere a Dio di proteggerci sotto l’ombra delle sue ali, che avvolga le nostre case e le nostre famiglie, che rinnovi in noi il coraggio del popolo di Israele che sotto l’ombra delle sue ali camminò per quarant’anni nel deserto.

Forse mi sono dilungato un po’ troppo, ma avevo voglia di condividere queste riflessioni.

Un abbraccio a tutti
Don Roberto

Fonte:https://sullatuaparola.wordpress.com


#PANEQUOTIDIANO, «IL BAMBINO CRESCEVA E SI FORTIFICAVA NELLO SPIRITO»

La Liturgia di Lunedi 24 Giugno 2026 VANGELO (Lc 1,57-66.80) Commento:Rev. D. Joan MARTÍNEZ Porcel (Barcelona, Spagna) + Dal Vangelo secondo Luca Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con…

Dai «Discorsi» di sant’Agostino, “Voce di chi grida nel deserto”

Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo(Disc. 293, 1-3; PL 38, 1327-1328)Voce di chi grida nel deserto     La Chiesa festeggia la natività di Giovanni, attribuendole un particolare carattere sacro. Di nessun santo, infatti, noi celebriamo solennemente il giorno natalizio; celebriamo invece quello di Giovanni e quello di Cristo. Giovanni però nasce da una donna avanzata…

padre Ezio Lorenzo Bono”INVENTARE O INCONTRARE? (Ugo Foscolo)”

Domenica 28 Giugno (DOMENICA – Verde)XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)2Re 4,8-11.14-16   Sal 88   Rm 6,3-4.8-11   Mt 10,37-42 di padre Ezio Lorenzo Bono🏠home Oggigiorno i giovani possiedono strumenti che nessuna generazione precedente aveva mai avuto. Possono comunicare in tempo reale con tutto il mondo, viaggiare, accedere a un’enorme quantità di informazioni e di opportunità. Eppure a questo…

Scopri di più da #InCammino

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere