Don Paolo Zamengo”Il profumo dell’alba”

Il profumo dell’alba domenica di Pasqua Mt 28, 1-10

All’alba le donne danno prova di un amore straordinario. Con il dolore nel cuore, inquiete ma spinte dall’effetto, si recano alla tomba portando aromi. È appena terminato il riposo del sabato ma il dolore rivendica i suoi diritti e l’amore spinge coloro che amano Gesù verso il luogo dove egli riposa.

Ma proprio le donne che lo cercano ardentemente non lo trovano più. Perché tutto è cambiato e nulla sarà più come prima. La roccia si è spaccata, la pietra è rotolata via, una luce invade il sepolcro, i soldati giacciono come morti. E le parole dell’angelo così nuove, così sperate, così meravigliose: “E’ risorto, non è qui”.

Lo cercano, ma non possono trovarlo. La risurrezione di Gesù ha sconvolto ogni cosa. La morte è vinta. Il corpo morto è scomparso. Gesù è sfuggito alla corruzione. È uscito dagli spazi terresti, è fuori dal tempo. È in un altro luogo. Inutile imbalsamarlo, impossibile toccarlo, impossibile abbracciarlo.

Gesù, dopo la risurrezione, in un primo momento ci sfugge. E l’angelo invita le pie donne a costatare. “Venite a vedere il luogo dove era sepolto”. L’assenza di Gesù si può toccare con mano. Di lui rimangono una tomba aperta, alcune bende e un sudario. Sono tracce che l’amore può venerare ma che non ci renderanno mai colui che è definitivamente altrove.

Ma improvvisamente Gesù viene restituito alle donne che, con timore e gioia, già correvano a dare lo strano annuncio ai discepoli. Gesù in persona viene loro incontro e le saluta. Lo avranno riconosciuto al primo sguardo? Matteo non lo dice. In ogni caso, Gesù è là, solamente qualche passo di distanza dalla tomba vuota ed è la prima volta che le donne lo vedono.

Era già là quando si affaccendavano attorno alla tomba? Può darsi, ma non lo avevano visto. Lo cercavano febbrilmente ma nel posto sbagliato, lo cercavano in una tomba mente Gesù risplendeva nel sole. Lo cercavano morto e lo incontrano vivo. Lo cercavano nel passato e Gesù era già il futuro. Soprattutto lo cercavano da sole e il loro ardore le accecava.

È bastato attendere che lui stesso venisse loro incontro a smuovere il velo invisibile che le separava da lui, che si mostrasse al loro fianco, allo stesso tempo lontano e tanto meravigliosamente vicino.

Perché è proprio questa la nuova presenza di Gesù dopo il miracolo della Risurrezione. Ci è contemporaneamente assente e presente. Ci sfugge e ci è vicino. È al confine di questo mondo che non cessa mai di trasfigurarsi, ed è di un altro mondo verso il quale ci trascina.

È in Galilea che i discepoli devono andare per vederlo apparire. La Galilea era la primavera della vita di Gesù ed ora è una nuova primavera per i suoi discepoli, una primavera per la Chiesa. Tutto ricomincia a Pasqua e il Signore Gesù sarà con noi fino alla fine dei secoli.

Lo vedremo anche noi? Basta attenderlo, dietro al velo, con amore. Gesù si farà vedere e verrà ad incontrarci anche qui, anche ora. Nell’Eucarestia risuscita un’altra volta in ciascuno di noi. Gesù è presso il Padre, è una nuova creazione. Ma la nostra fede lo può vedere e il nostro cuore abbracciare poiché ci ha strappato dalla morte. Non siamo più noi che viviamo, è Gesù che vive in noi.


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