Don Paolo Zamengo”Con la sua immagine nel cuore”

Con la sua immagine nel cuore    Gv 14, 1-12

Da tempo i discepoli frequentavano Gesù, attirati e abituati ai lineamenti del suo volto, ma senza conoscerlo profondamente. Il suo volto in verità era il volto di Dio. Gesù risponde così a Filippo: “Chi ha visto me ha visto il Padre. Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?”. 

Vivere nell’intimità spirituale con Gesù, incontrarlo ogni giorno, non era stato sufficiente.  E noi come possiamo riconoscere Gesù e vedere il Padre?  I lineamenti del volto di Gesù li portiamo nel cuore fin dal giorno del nostro battesimo. Non l’aspetto esteriore ma il suo vero volto, il volto risorto, il suo volto dell’al di là del tempo,  il suo volto nell’eternità. 

Giorno dopo giorno, con pazienza e tenerezza, lo Spirito Santo ci rivela i lineamenti di Gesù come un’icona interiore, un’immagine segreta ma sempre più somigliante e sempre più incantevole. Ogni parola del Vangelo ascoltata, assaporata, assimilata, imprime la sua immagine sempre più fedelmente nel nostro cuore. Ogni parola di Gesù si trasforma in contorni e in colori nella nostra profondità, là dove il suo volto diventa sempre più e meglio riconoscibile ai nostri occhi, e soltanto agli occhi del cuore. 

Grazie a questa immagine interiore siamo in grado di riconoscere Gesù nelle immagini esteriori, dei pittori, degli scultori, dei poeti e degli artisti. I volti sacri di Gesù sono innumerevoli. Così diversi e tuttavia così perfettamente riconoscibili e somiglianti, grazie alla nostra immagine interiore. 

Questo vale anche per la presenza di Gesù nei sacramenti. Noi conosciamo Gesù solamente secondo quanto lo Spirito ha tracciato di lui nel nostro cuore e che noi percepiamo nei segni della liturgia, nello splendore della creazione, come nella bellezza del volto di un uomo o di una donna, disegnati a immagine e somiglianza di Gesù.  Nella bellezza dell’uomo ma anche nelle sue bruttezze, nelle sue povertà e nelle sue difficoltà. Negli umili e nei piccoli. Gesù ha detto che è lui che viene a noi, se visto, se riconosciuto, se accolto. 

Il suo volto diventa addirittura irriconoscibile nei giorni della passione, ferito e sfigurato dai nostri peccati.  Eppure, da allora, non esiste volto umano, per quanto devastato dal male, sul quale il volto di Gesù non abbia lasciato qualche traccia. E, ancora, questa immagine risplende sul volto dei santi.

Ma anche  sul volto dei nostri fratelli vicini alla morte traspare di colpo una bellezza che viene da altrove. È sempre il volto di Gesù che rende così sereno e placato il volto di coloro che si addormentano in lui. Addormentarsi l’ultimo giorno e improvvisamente incontrarlo e riconoscerlo. E lo vedremo con i nostri occhi così com’è, il più bello tra i figli dell’uomo, il volto umano di Dio.  

Gesù è la nostra via: la strada è  una persona. Lo ha detto lui. Ma non si tratta di percorrere una strada, ma di “percorrere una persona”, ripercorrendo la sua vita con la nostra vita, di compiere i suoi gesti, di scegliere ciò che lui ha scelto, di lasciare ciò che ci allontana da Lui . 

Qual è la verità della Vita di cui facciamo esperienza lungo la strada che è Gesù? La verità che Gesù svela nel suo cammino verso la croce è l’amore che ama fino alla fine. Questo amore è la verità della nostra vita, verità così profonda nella quale soltanto troviamo vita! Dobbiamo calpestare questa strada.  Ed è passando attraverso Gesù che incontreremo e vedremo finalmente il Padre.