Don Paolo Zamengo”L’ultima cima “

L’ultima cima Mt 28,16-20

Ascensione del Signore, 24 maggio 2020


Oggi colui che è disceso dal cielo sulla terra per abbracciare l’uomo che
ama ascende dalla terra al cielo portando con sé la nostra umanità in
Dio: oggi contempliamo “una porta aperta nel cielo”, possibilità nuova e
inaudita di comunicazione fra cielo e terra, di relazione piena di vita e di
amore fra l’uomo e Dio.

L’ascensione al cielo di Gesù rivela il movimento dell’amore divino: “umiliò se stesso, facendosi
obbediente fino alla morte. Per questo Dio lo ha esaltato e gli ha il nome che è al di sopra di ogni
altro nome, nei cieli sulla terra e sotto terra”.
L’amore di Dio scende sempre, come scenderà lo Spirito sugli apostoli nel giorno di Pentecoste.
Quando sale per tornare al Padre dal quale è venuto, Gesù porta con sé coloro che ha amato:
“salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”, dirà. Gesù sale al Padre con noi, suoi
fratelli, lasciandoci da vivere in pienezza quella relazione d’amore che fa di Lui il “Dio e Padre
nostro”.
“Nei cieli”, nell’intimità della vita di Dio, c’è un uomo, nostro fratello, il Signore Gesù. Ora sulla
terra, là dove si consuma la vita degli uomini, c’è Dio: “io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine
del mondo”.
L’evangelista Matteo non descrive l’ascensione al cielo di Gesù, ma ci rivela il nuovo rapporto che
la risurrezione di Gesù ha aperto con i suoi. L’evangelista Matteo non ci parla del Risorto che si
sottrae allo sguardo dei suoi discepoli ma alla fine del suo vangelo ci dice che l’invisibilità fisica di
Gesù da allora in poi segna l’inizio di un’altra “visione” e relazione con Dio.
Questo momento era stato fissato da Gesù fin dall’inizio della sua passione: “questa notte per tutti
voi sarò motivo di scandalo (…)ma dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea”. E l’angelo, la
mattina di Pasqua, dice alle donne: “Andate a dire ai suoi discepoli: è risorto dai morti, ed ecco, vi
precede in Galilea”. E ancora: “Là lo vedrete e andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in
Galilea: là mi vedranno”. La Galilea è il luogo fissato da Gesù dove poterlo incontrare vivo.
In Galilea si recano gli undici. La Galilea è il luogo dove tutto ha avuto inizio. A Nazareth di Galilea
un angelo aveva annunciato che “la vergine concepirà e darà alla luce un figlio, a cui sarà dato il
nome di Emmanuele, “Dio con noi”. In Galilea Gesù aveva chiamato un gruppo di uomini con sé. Li
aveva trasformati in pescatori di uomini, e qui avevano iniziato a stare con Lui.
Gli undici vanno in Galilea, “sul monte che Gesù aveva loro indicato”. Gesù non aveva fissato
nessun “monte” dove incontrarli. Il monte fa riferimento non tanto ad un luogo geografico,
quanto a un luogo “teologico”.
Non possiamo dimenticare che il monte nella Bibbia è il luogo della rivelazione di Dio, il luogo dove
il cielo tocca la terra e la terra il cielo. Sul “monte” Dio si era rivelato a Mosé, nel fuoco del roveto
che non si consuma. Sul monte Dio rivela il suo volto attraverso le dieci parole dell’alleanza; sul
monte Dio rivela il suo nome a Mosé; sul monte Dio si mostra a Elia nella voce di sottile silenzio,
fino al monte dove Gesù rivelerà in modo definitivo il volto di Dio, il Golgota, dove in Gesù
crocifisso Dio è con noi fino nella morte.
Ora il monte dell’ascensione è l’ultima cima dove si rivela il volto di Dio per quel gruppo di uomini
che lo hanno seguito ma hanno anche sperimentato tutta la loro fragilità, il dubbio, il tradimento

(sono undici perché manca Giuda). Su questo monte Gesù consegna il nuovo nome di Dio per
sempre: “io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
Da questa ultima cima il Risorto invia i suoi a fare testimonianza di Lui “a Gerusalemme, in tutta la
Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra”. La missione della chiesa che aveva preso avvio
dal “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” diviene ora quella di “immergere tutte le genti
nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo”.
Quando Gesù “sale” al cielo, gli apostoli sono inviati a rivelare fino a che punto l’amore di Dio è
“sceso” sulla terra. Qui tutti lo vedranno.


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