
La tua presenza, Signore, sia per noi forza e gioia
Ascensione del Signore, 24 maggio 2020
Ad un primo sguardo, la solennità dell’Ascensione potrebbe sembrare una sorta di “triste addio”: Gesù lascia i suoi e, in prospettiva, lascia anche orfana la sua Chiesa. Ma l’espressione che chiude il Vangelo di oggi dice ben altro: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo…”.
Proprio per questa promessa di Gesù, l’Ascensione non può essere affatto considerata come la festa dell’addio; con essa è finito solo il tempo degli incontri fisici tra Gesù e la gente, il tempo dei “nomi” (Maria, Pietro, Tommaso), il tempo del pane e del pesce condivisi intorno al fuoco. Perché, salendo al cielo, Gesù inaugura un modo nuovo di essere presente tra i suoi e nel mondo; per i suoi discepoli, inizia un modo nuovo di stare con Lui e di sperimentare la sua vicinanza. “Io sono con voi tutti i giorni…”. Dal giorno dell’Ascensione, discepoli di Gesù sono coloro che sono capaci di scommettere sull’invisibile! Un invisibile, però, che non è assenza, perché il Signore Gesù non è andato lontano, ma paradossalmente è più vicino a noi. Se prima era “insieme” ai discepoli, ora è “dentro” di loro. Se prima solo pochi potevano toccarlo, vederlo e parlargli, dopo l’Ascensione Egli è davvero presente a tutti ed in ogni luogo. E’ questa la certezza che sostiene il cristianesimo, dal quel giorno in poi!
In questo clima di presenza diffusa di Cristo, ci viene affidato un compito: “Voi sarete miei testimoni”. Lo saremo, però, non moltiplicando le azioni, ma divenendo “trasparenza” del Signore Gesù e del suo Vangelo. Come singoli e come comunità, saremo sua “trasparenza” quando, attraverso di noi, qualcuno si sentirà accolto, compreso, perdonato, incoraggiato, nel nome di Gesù. In quel momento, infatti, assolviamo il compito affidatoci dal Signore nel giorno dell’Ascensione: essere suoi testimoni, facendo seguito anche alle parole di delicato rimprovero dei due bianco-vestiti, riportate nella prima lettura: “… Perché state a guardare?”.
“Fate mie discepole tutte le nazioni!”: è questa la consegna di Gesù che sale al cielo! Ed è sintomatico, nel testo liturgico, l’aver tradotto l’antico “ammaestrate” con “fate mie discepole”! Spesso ci accorgiamo che l’atteggiarsi a maestri e ad appaltatori di coscienze non fa necessariamente di noi dei discepoli che aiutano altri a divenire discepoli di Cristo.
Forse siamo abituati a pensare che uomo religioso sia chi pensa soprattutto all’aldilà. La festa odierna invece ci insegna che è la nostra vita terrena lo spazio in cui si consuma in pieno il nostro impegno con Dio, il tempo adatto ad assumerci, nel mondo e di fronte al mondo, le nostre responsabilità. L’Ascensione è la festa che ci insegna a rifiutare le alienazioni di una religione “paravento”, restituendo ciascuno di noi alla propria responsabilità nei confronti della storia.
Fonte:http://www.nunziogalantino.it/
#PANEQUOTIDIANO, «NON CHIUNQUE MI DICE: “SIGNORE, SIGNORE”, ENTRERÀ NEL REGNO DEI CIELI»
La Liturgia di Giovedi 25 Giugno 2026 VANGELO (Mt 7,21-29) Commento:Rev. D. Joan Pere PULIDO i Gutiérrez (Sant Feliu de Llobregat, Spagna)+ Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è…
DALLE «OMELIE» DI SAN GREGORIO DI NISSA”DIO È COME UNA ROCCIA INACCESSIBILE
Dalle «Omelie» di san Gregorio di Nissa, vescovo(Om. 6, sulle beatitudini; PG 44, 1263-1266)Dio è come una roccia inaccessibile Quanto accade a coloro che dalla vetta di un’alta montagna guardano in basso un mare profondo e insondabile, avviene anche alla mia mente quando dall’altezza della parola del Signore, guardo la profondità di certi…
Giorgio Scatto”Una relazione che dà senso a tutte le altre”
Domenica 28 Giugno (DOMENICA – Verde)XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)2Re 4,8-11.14-16 Sal 88 Rm 6,3-4.8-11 Mt 10,37-42 di Giorgio Scatto Valerio Febei e Rita Monastero Marango🏠home “Un giorno Eliseo passava per Sunem, dove c’era un’illustre donna che lo trattenne a mangiare”. Eliseo è discepolo e successore di Elia. É senza fissa dimora: sembra che egli possedesse una…

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.