Don PAOLO MONZANI “La forza di non essere inutili”

La forza di non essere inutili – Pentecoste

A volte, quando giro per l’oratorio, vedo gli animatori che stanno preparando un’attività e divento triste.

Succede quando vedo che tre sono impegnati e creativi, ma ne vedo anche tre che stanno in un angolo e appaiono del tutto inutili: forse perché non sono altrettanto fantasiosi o intraprendenti, o semplicemente perché sono timidi.

Divento triste perché questa inutilità è una faccenda che fa pensare.

Certo, parlare di utilità può essere un discorso pericoloso, nella nostra società in cui siamo sempre pronti a buttare ciò che sembra inutile, anche se a volte significa tagliare sulle persone che consideriamo di serie B.

Ma di utilità se ne occupa anche san Paolo nella seconda lettera ai Corinzi, parlando dello Spirito Santo

A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune (1Cor 12,7)

Proviamo a ricordarci quante volte, nell’ultimo anno, ci siamo sentiti inutili.

Una volta stavo fermo ad aspettare che qualcosa succedesse e nel frattempo vedevo che una relazione piano piano si incrinava. Una volta sentivo i miei amici discutere e litigare e mi mancava il coraggio di dire una parola diversa dagli altri, provare a far vedere le cose in maniera diversa. Una volta restando apatico e privo di interessi e doveva essere qualcun altro a stimolarmi a fare qualcosa.

Forse, secondo i criteri della società dell’utile che butta via ciò che non serve, anche io sarei stato da gettare.

Gesù soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo” (Gv 20,22)

Che cosa fa questo Spirito che Gesù vuole donare agli apostoli? Lo Spirito Santo si manifesta in ognuno di noi in modo diverso per l’utilità comune, come scrive san Paolo.

È vero che a volte ci sentiamo inutili. Pensiamo di non avere nessuna risorsa rispetto agli altri che vediamo più dotati di noi. Ci possiamo abbattere e scoraggiare. Eppure dentro di noi c’è qualcosa che si muove, anche se magari mi suggerisce cose diverse da quelle che faccio e penso di solito.

Ecco, se quando ti senti inutile avverti dentro di te qualcosa che spinge e resta quieto, forse è il momento in cui puoi intuire la presenza dello Spirito Santo dentro di te. Perché lo Spirito vuole manifestarsi anche in te, in un modo tutto particolare. E se tu non glielo permetti, mancherà qualcosa e non lo conosceremo mai fino in fondo.

Noi non sappiamo bene spiegare com’è lo Spirito e nemmeno come fa ad agire. Sappiamo però qual è il suo frutto: quando io e te facciamo cose diverse, ma sappiamo che lo stiamo facendo insieme, per un solo scopo, senza rivalità, perché

“Uno solo è lo Spirito… uno solo è il Signore… vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti” (1Cor 12,4-6)

Lo Spirito Santo è misterioso, ma si manifesta quando io, che sono timido, dico una parola coraggiosa perché voglio aiutarti a cambiare; si manifesta quando tu, che sei rabbioso, diventi capace di perdonarmi; si manifesta quando io e te, che siamo diversi, capiamo che ognuno di noi deve fare un passo in avanti per costruire il “bene comune”, quando io e te troviamo un modo di essere “utili” per tutti.

Il bene è unico, ma non è uniforme: anche in te lo Spirito si manifesta in una maniera particolare per l’utilità comune.

È un modo che hai soltanto tu e non io. Se non vuoi diventare una persona piena di inutilità, ascolta lo Spirito che si agita in te.


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