Don Paolo Scquizzato

Don Paolo Scquizzato OMELIA SANTISSIMA TRINITÀ. Anno A

Santissima Trinità

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio». (Gv 3, 16-18)

Oggi siamo chiamati a celebrare la grande festa della Santissima Trinità. La tradizione ha insegnato a relazionarci con un Dio che, essendo Amore, non può risolversi in uno sterile solipsismo, ma necessita di essere relazione. Relazione interpersonale: Padre, Figlio e Spirito Santo.
Da sempre la Trinità è concepita, nella sua inconcepibilità, come Mistero. Ma come potersi accostare al mistero? Con una mano sulla bocca, consapevoli che «Si conosce meglio Dio non conoscendolo (Agostino) e che «La suprema conoscenza di Dio è conoscere Dio come sconosciuto» (Tommaso). Quando ci rassegneremo a non-conoscerlo, saremo finalmente da lui conosciuti.
«Quando sappiamo di non conoscerlo e siamo in attesa di lui per poterlo conoscere, allora sappiamo realmente qualcosa di lui ed egli ci ha afferrati e conosciuti e ci possiede. Allora siamo credenti pur nella nostra incredulità ed egli ci accoglie nonostante la nostra separazione da lui» (P. Tillich).

Dio, è per sua natura indefinibile e inconoscibile. Eppure noi siamo riusciti a farne una questione intellettuale e ad identificare la fede con l’ortodossia (retto conoscere).
Gesù non ha mai spiegato Dio, ma l’ha incarnato con la sua vita, il suo modo di vivere, di amare, tanto da arrivare a dire ‘chi vede me vede il Padre’ (Gv 12, 45).
Gesù è l’uomo che incarna in sé – e lascia trasparire – l’essenza stessa di Dio: l’amore. Per questo la fede non può che essere un’ortoprassi (retto agire).

Dire ‘Dio Trinità’, significa dire ‘comunione d’amore tra persone’. Per questo che affermare di credere e incontrare il Dio Trinità non può risolversi in una professione di fede, ma piuttosto nel ‘sedersi accanto all’uomo’, per asciugargli le lacrime e aprirgli spiragli di futuro.
Crederà nel Dio Amore (Trinità) solo colui che crederà fermamente nell’uomo, nella sua profonda bontà, nella sua inalienabile dignità, nella sua totale irriducibilità.

«La conoscenza di Dio, secondo la Bibbia, è per equivalenza, genesi dell’uomo. Diventare davvero uomo e conoscere Dio sono una sola e medesima operazione. Conoscere Dio e vivere la vita umana perciò coincidono» (P. Ganne).

Fonte:https://www.paoloscquizzato.it/


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