Don Paolo Zamengo”La misura”

La misura

Anche oggi ci troviamo di fronte a una Parola estremamente chiara ed esigente. Gesù pronuncia una serie di frasi davanti alle quali non possiamo non  interrogarci e manifestare un po’ di disagio: “Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me”. 

Parole forti che dicono che in amore c’è un “di più”.  Che senza questo di più non si possiamo essere fra coloro che lo seguono. E’ un “di più” di amore che supera i legami del sangue.  

L’evangelista Marco ci racconta che un giorno Gesù, mentre proclamava il Regno di Dio, era talmente concentrato da suscitare nei suoi parenti il dubbio che fosse “fuori di sè”. Sentite:  “giunsero intanto sua madre e lo mandarono a chiamare … Ecco, tua madre, i tuoi fratelli sono fuori e ti cercano”. 

E quale è stata la sua reazione? “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Volgendo lo sguardo su quelli che gli stavano attorno disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio costui è per me fratello, sorella e madre” . 

Sembra quasi a un rimprovero.  Forse Maria la madre non ha fatto la volontà n del Padre? Maria certamente ha fatto la volontà Padre e per lei  la cosa più importante e grande è stata di essere discepola di Gesù più che di essere stata sua madre. Maria è beata perchè ha ascoltato e  osservato la parola di Dio. Gesù non la rimprovera ma la esalta. 

Essere discepoli per essere  testimoni ci stabilisce dentro un “di più” che ci dà una nuova identità, proprio come abbiamo ascoltato  in questi giorni  nella liturgia degli apostoli Pietro e Paolo: “Simone di Giovanni mi ami tu più di costoro?” E la risposta trasforma Simone di Giovanni pescatore di Galilea, in Pietro, pastore della chiesa del suo Signore. 

Se non c’è un “di più” di amore non si può essere discepoli perché la testimonianza chiede di entrare nella misura senza misura di Gesù, quella che è sempre pronta a lasciare per seguire, quella che il Signore stesso ha vissuto e che Giovanni nel Vangelo ci rivela attraverso poche parole che raccontano l’Amore di Gesù: “li amò fino alla fine”. 

Ecco il “di più”. Questo “di più” ci concede di non abbandonare il cammino quando la strada si fa dura, o  quando la spada della Parola  divide noi da noi stessi e da tutto quello che, fino a quel momento, ci ha fatto vivere. “Sono venuto a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.” 

La scelta per Gesù è radicale. Solo il “di più” dell’Amore ci spinge a continuare il cammino alla ricerca del “tesoro” che il nostro cuore brama. Questo “di più” ci fa “degni di Lui”. Vivere il “di più” di questo amore, ci fa somigliare a Lui. 

Questo è l’invito della liturgia di questa domenica. Entriamo dentro la misura senza misura di Gesù e seguiamolo.  Gesù è l’Amore che  chiede tutto il cuore, tutta l’anima, tutta la mente e tutte le forze. Ci conceda il Signore questo “di più” che ci fa discepoli, testimoni, invitati al banchetto del suo regno.


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