Don PAOLO MONZANI “Attento a non perdere il bene “

16a Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Un giorno Michele, che si è assunto il compito di parlarle, prende da parte Clara e le dice: “ma che cosa stai facendo? Non ti accorgi che stai rovinando tutto?”.

No, finora non si è accorta di niente, anzi era proprio contenta per avere inserito Alessia nel gruppo: finalmente qualcun altro con cui parlare, qualcuno con una storia diversa, qualcuno che non esce con te da quando avevate quattordici anni.

La prima reazione di Clara è di rabbia e ribellione: “cosa vuoi da me?”; la seconda è poco diversa: “sei tu che hai dei problemi, ci stai male perché non sei più al centro di tutto!”.

I due amici si irrigidiscono… qualcosa di oscuro è cresciuto tra di loro ed entrambi, in questo momento, vorrebbero distruggerlo.

Sembra che la colpa sia di tutti, oppure di nessuno… Clara non voleva spaccare il gruppo quando ha invitato anche Alessia, eppure Michele e gli altri ci stanno male; Michele aveva voglia di qualche novità rispetto alla routine del solito giro, ma così non si trova.

Probabilmente nessuno voleva fare del male agli altri, ma a volte il male compare: mentre il grano cresce e tutto sembra perfetto, non sai che in mezzo c’è anche della zizzania, un’erba infestante che non riesci a distinguere dal grano buono finché non mette fuori i fiori. E a un certo punto, con amarezza, constati che il male c’è:

“Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”

Non sappiamo quale nemico abbia fatto questo, perché lo abbia fatto, però sappiamo che qualcosa di oscuro compare nella nostra strada, anche se non vorremmo, anche se non ce lo aspettiamo.

E la cosa che fa più arrabbiare è questo male appare come opera delle nostre mani! Clara si chiede: “come ho fatto a ritrovarmi contro i miei amici storici?” e Michele si domanda: “come è possibile che non siamo riusciti a fare niente prima?”.

Ma Gesù in questo vangelo non ci vuole insegnare come prevenire il male (che resta comunque un’azione fondamentale); ci parla di cosa fare quando scopriamo che il male c’è, che addirittura, senza che lo vogliamo, è intorno a noi, nelle nostre compagnie o nel nostro stesso cuore.

Gesù ci vuole invitare a non fare le prima cosa che ci passa per la testa (in verità forse la prima cosa che ci verrebbe in mente è di fare finta di niente, come se non ci fosse nessun problema… ma Gesù non la prende nemmeno in considerazione: i contadini vedono che la zizzania c’è e non possono chiudere gli occhi). Il primo pensiero che viene in mente è distruttivo: Armiamoci ed estirpiamo la zizzania. Regoliamo i conti. Tagliamo il ramo secco. Facciamola finita.

“No – rispose – perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano”.

Il padrone è molto deciso: il male c’è e non va ignorato, ma bisogna usare pazienza.

“Però arriviamo a fare i conti lo stesso! Alla fine il gruppo deciderà se stare dalla parte di Clara o di Michele!”

D’accordo, a un certo punto il gruppo dovrà decidere cosa fare, non può rimanere così diviso. Ma l’attenzione di Gesù è un’altra: quando prendi una decisione, quando cerchi di combattere il male, stai attento a non perdere anche il grano. Stai attento che, per la rabbia o la delusione, tu calpesti anni di amicizia e strada insieme. Stai attento che, alla fine, nel gruppo non rimanga solo amarezza e livore contro gli “altri”.

Il male non è Michele né Clara né Alessia, ma l’ombra che è cresciuta tra loro: mentre cerchi di togliere l’ombra, non distruggere le persone a cui vuoi bene. Quando lotti per il bene, attento a non fargli del male.

Fonte:http://www.twittomelia.it/


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