don Giampaolo Centofanti Commento XVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

don Giampaolo Centofanti

XVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (19/07/2020)

Vangelo: Mt 13,24-43

La parabola della zizzania mostra che un mero “fare” il bene, come un’azienda, può orientare ad un discernimento che spacca tutto senza comprendere le situazioni. Raccogliendo le piantine di zizzania si rischia di sradicare anche il grano. Qui vi è un passaggio decisivo. Una persona può ritenere di risolvere i problemi da sola oppure può chiedere aiuto a Dio e a qualche uomo di Dio. Come? Per esempio la confessione può rivelarsi un luogo di grazia anche per il discernimento. È nella vita concreta che maturano le scelte profonde ed una lettura sempre più equilibrata di esse. Confessando invece solo le proprie intenzioni senza riferimenti alle reali contingenze si può rischiare di restare in comprensioni errate, per esempio moralistiche, della propria buona o meno volontà. Come può aiutare un confessore sereno, capace di ascoltare! Anche di stimolare con discrezione il dialogo. La vita può spesso cominciare a rinascere in una confessione. Qui i servi imparano proprio nel dialogo col padrone a non ragionare meccanicamente a tavolino ma a lasciare che sia lo scorrere dei giorni a far maturare le risposte adeguate. Talora attaccare il male con la forza può compromettere il suo manifestarsi più chiaramente da solo nel tempo. Magari dandogli invece il destro per lasciarsi passare da vittima. I ragionamenti, le soluzioni, a tavolino agitano perché la realtà è sempre più viva e complessa. Talora lasciare che le risposte maturino nel quotidiano significa dare occasione ad ogni cosa di chiarirsi, anche a sé stessa. Non solo la fede, la luce, dal cielo ma la stessa umanità orienta a abbandonarsi a Dio nel tempo aderendo meglio al contesto. E sperimentando più serenità. Fiducia dunque nello svilupparsi del seme della grazia, che è divina e umana in Gesù. La meditazione vissuta del vangelo orienta al discernere concreto di Cristo liberando dai razionalismi, dai tecnicismi, omologanti del pensiero unico dominante. È questo il lievito che può far fermentare adeguatamente tutta la pasta, l’esistenza, la stessa cultura, a tutto campo. Così Cristo parla in parabole anche per stimolare con discrezione, senza dire tutto subito, la ricerca, il dialogo tra Lui ed i discepoli. Il brano si conclude con una consolante certezza: nel Paradiso vi è totalmente luce. Il Purgatorio non indica che Dio una qualche sanzione dovrà pure comminarla a chi se la merita. Il Signore non punisce ma aiuterà con delicatezza chi dovesse averne bisogno ad aprire gradualmente il cuore lì dove sia in vario modo chiuso.

Fonte:https://commentovangelodelgiorno.altervista.org/