p. José María CASTILLO

p. José María CASTILLO”TUTTI MANGIARONO E FURONO SAZIATI”

XVIII TEMPO ORDINARIO – 2 agosto 2020 – Commento al Vangelo
TUTTI MANGIARONO E FURONO SAZIATI

di p. José María CASTILLO

Mt 14, 13-21[In quel tempo], avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.In questo stesso capitolo del vangelo di Matteo, immediatamente prima di questo racconto della condivisione dei pani, si racconta l’assassinio di Giovanni Battista, perpetrato dalla crudeltà codarda di Erode. Ma si è già ricordato come, e fino a quali estremi, coloro che ci governano nel mondo attuale si comportano in maniera tale che la loro crudeltà e la loro codardia provocano indicibilmente più disastri di sofferenza e di morte rispetto a tutto quello che ha potuto causare il reuccio della Galilea del sec. I. Il problema più grave proprio adesso è la fame. E bisogna ripeterlo mille e mille volte: ogni giorno muoiono di fame più di 50.000 esseri umani indifesi. Una disgrazia così grande non ha soluzione?Si sa che il problema non sta nella mancanza di alimenti. Il problema sta nella distribuzione di questi alimenti. Ma capita che i poteri pubblici non sono disposti a risolvere questo problema. Perché, dietro la produzione e la distribuzione degli alimenti (come delle medicine, della tecnologia, dei mezzi di comunicazione…) è in gioco la distribuzione del capitale mondiale. E qui sbattiamo contro un muro che resiste a tutti gli sforzi che possono fare i bisognosi e gli indigenti del mondo intero. Diciamolo con franchezza e chiarezza: il problema della mortalità mondiale per fame non sarà risolto dalle decisioni che si prendono “a partire dall’alto”, a partire dalla banca mondiale, a partire dai governi delle grandi potenze, a partire dalla direzione delle grandi imprese….I ricchi non mollano il controllo del denaro. Ed il poco denaro che danno (mediante aiuti allo sviluppo e cose simili), lo danno per mascherare la loro faccia tosta e l’occultamento della verità di quello che accade realmente. Allora per questo non c’è soluzione?Il racconto della condivisione dei pani indica la strada della soluzione. SI DISTRIBUISCE QUELLO CHE SI HA. Non abbiamo denaro. Non abbiamo alimenti, medicine, abitazioni….Allora? Abbiamo lavoratori e lavoro. La versione attuale dei pani e dei pesci, che se li sono divisi e ce n’è stato per tutti fino a saziarsi, sarebbe oggi ridistribuire il lavoro. E che ogni lavoratore rinunci ad una o due ore di lavoro ogni giorno. Perché questo lo facciano quelli che non hanno lavoro. Non sarebbe immaginabile una decisione di tal genere? Non si dovrebbe spingere in questo senso già a partire da questo momento? Sarebbe la versione attuale della condivisione dei pani e dei pesci.

Fonte:https://www.ildialogo.org/


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: